Però si chiama Ursula. Cioè una che si chiama Ursula me la immagino con l'elmo da vichingo, vestita di pelli e sangue nemico, incazzatissima che con una mega ascia in mezzo al campo di battaglia porziona con assoluta sicumera e perizia i corpi dei nemici, vivi o morti che siano. Vuoi mettere ? Vincono di sicuro.
Beh, io credo che uomo o donna che sia a noi serve un amministratore, piu' che altro. Non dobbiamo fare la guerra a nessuno, giusto? Sarebbe molto meglio un meccanico militare a questo punto, che sappia organizzare, coadiuvato da un esperto in teoria della guerra e logistica. E soprattutto, che sappia mettere un freno ai generali/ammiragli ecc, che si comportano come dei nobili.
questo perchè l'Italia - da sempre - vive un conflitto irrisolto tra società civile e mondo militare; tutto ciò che è militare non è 'politically correct' e quindi, per assurdo, viene lasciata massima delega ai militari stessi e alle lobby industriali (pubbliche, tra l'altro) che, come detto, dalla fine della guerra fredda (25 anni ormai) si sono praticamente autogestiti bilancio e riforme, costruendo uno strumento militare sproporzionato a minacce e risorse e, cosa assurda, teoricamente molto più moderno rispetto a quello degli anni '70 / '80, quando la minaccia esisteva. L'Italia è - che io sappia - l'unico paese occidentale nel quale non esistono facoltà specifiche di scienze militari / storia militare, al di là delle istituzioni delle FF.AA. : perchè ? eppure di appassionati ce ne sono a bizzeffe, basta vedere le tirature delle decine di riviste specializzate ancor oggi presenti in edicola ... forse perchè le etichette politiche sarebbero automatiche ?
sono l'antitesi del politico ... al Ministero e allo Stato Maggiore manderebbero i pompieri a spegnere gli incendi
Rob se dovessi fare il ministro, portati Lirio, che insieme dovete insegnare un sacco di acronimi a tutti
Ringraziamo il PCI che ha sviluppato l'antimilitarismo come valore assoluto per farci trovare disarmati di fronte all'eventuale invasione sovietica.
Errata corrige. Il problema dei ministeri che si auto-gestiscono non è un problema solo del ministero della Difesa purtroppo, ma al settore militare si aggiunge quello che dici ed una totale mancanza di indirizzo in politica estera. Cose che non scopriamo certo noi ora, insomma. Sulla mancanza di storia e scienze militare, faccio un esempio: l'altro giorno guardavo uno di quei programmi di storia in tivvù, e c'era uno storico a parlare di Annibale. Mbeh, ha detto una roba tipo: "stiamo riscoprendo la storia militare che fino ad oggi avevamo lasciato alle accademie militare, perché poteva interessare solo a loro. Invece dalla storia militare si può capire così tanto di un'epoca!", e poi ha detto un sacco di cavolate ma ho apprezzato il tentativo. Da questo ho dedotto 2 cose: 1) Pregiudizio verso la storia militare, come se non importasse ai fini della storia il fatto che gli Unni fossero superiori a tutti i loro avversari sul campo di battaglia, non altrove. Sarà anche colpa della visione marxista della storia? chennesò, la butto lì. 2) Comunque non ha una valenza di per sé, ma solo per capire il resto della storia.
1) Armì, ma hai mai fatto un salto il libreria "commerciale" (mondadori, feltrinelli, e silimi) negli ultimi anni? Vai in una sezione di storia (sempre se c'è ), mettiamo ww2. Di solito trovi un paio di mensole di libri. Di solito così strutturata: - 1 max 2 libri generalista sull'intera guerra (e fin qui, ci può stare); - libri sulla nostra guerra civile (partigiani vs fascisti) a bizzeffe - libri di biografie su Hitler, Stalin o Mussolini - libri sulla tragedia dei campi di concentramento - libri su esoterismo del nazismo, carnefici di Hitler e altri dal taglio vagamente (ma proprio vagamente) giornalistico (troviamo un argomento che eccita le folle, tipo tortura, sangue, magia, ecc, e ci facciamo un buon libro). Insomma, non viene tradotto un tubo della vasta produzione in lingua inglese di storia militare... Le poche traduzioni le fanno case editrici non famose, che difficilmente sfondano e arrivano alle librerie di grande distribuzione (es le traduzioni di Glanz). 2) siamo d'accordissimo... Però ignorarla del tutto, come viene fatto qui da noi, porta, per me, a delle distorsioni assurde. Sembra che da noi la seconda guerra mondiale l'abbiano fatta i partigiani; con tutto il rispetto per i partigiani, mi pare un'impostazione folle! Poi sono convinto che se non traducano il problema è solo di domanda, la gente in italia legge poco, se leggi libri di storia la gente ti guarda già male, se leggi libri di storia militare pensano che come minimo a casa hai un mezzobusto del Duce sul comodino del letto... @GyJeX però a ripensare l'opera omnia di Carrel l'ho trovata alla Feltrinelli... Forse la situazione non è così buia Ciao.
Quando andai in una libreria in Italia a chiedere il libro "Della Guerra" di Clausewitz, quello versione intera, dato che ce ne sono due: un estratto e la traduzione intera, innanzitutto il libraio mi chiese che diavolo fosse e poi quando glielo spiegai mi guardò come se gli avessi chiesto il Main Kampf, con tanto di svastica tatuata in fronte... In Italia la cultura della guerra è vista malissimo, se ti interessi di battaglie o sei uno storico di mestiere o sei un guerrafondaio nazista/fascista. Vie di mezzo non ce ne sono. Se poi dovessi spiegare che sei pure un Wargamer, è finita: sei strano... Qui a Vienna è un po`meglio: in libreria trovi anche saggi "normali" sulla guerra, anche se devi cercare nelle grandi librerie. Qui la guerra non l'hanno fatta solo i partigiani, per citare un moderatore a caso...
La stessa cosa è capitata anche a me. Una volta un mio amico mi disse: "Si vede che sei fascista: ti piacciono i combattieri, Napoleone, i regni, quelle cose là insomma..." Sto ancora cercando di capire chi siano i combattieri.
dovresti fare attenzione all'insegna però, prima di entrare... Evita quelle con scritte tipo CEI o robe rosse brillanti La mia libreria fisica ha chiuso... E tutto quello che chiedevo portava... Quella nuova no, però mi consigliano un sacco di cose e ho paura di entrarci, perchè è tutto: hai visto cos'è arrivato ? hai guardato bene la vetrina ? e questo l'hai letto ? e di questo cosa ne pensi ? panico...
Ormai l'unico modo di comprare per bene le cose (quasi tutte le cose) è comprarle su Internet...e costa pure meno
Che ci sia un pregiudizio fortissimo su ogni pubblicazione di storia militare è un dato di fatto, ma a volte si riesce a superare anche l'idiozia pura e semplice. Qualche anno fa andai a vedere una nuova bibblioteca pubblica qui a Firenze, la biblioteca delle Oblate, un posto veramente bello, vidi tra l'altro che esisteva una piccola sezione di storia militare, poca roba , due o tre scaffali, ma la bibblioteca aveva aperto da poche settimane i battenti, molti avvisi nelle varie sale avvisavano che la maggior parte dei volumi sarebbe arrivata in seguito, tanti scaffali erano ancora vuoti e quindi tutto lasciava ben sperare, rimasi però a bocca aperta quando prendendo un libro a caso dalla sezione di storia militare vidi che l'etichetta identificativa sulla costola del libro invece di riportare la dizione STORIA MILITARE o un sinonimo (come accadeva per le altre sezioni, tipo GEOGRAFIA, ARTE, ecc. ecc.) riportava la parola PACE seguita dal numero di catalogo e così per tutti i libri della sezione. Non fosse mai che un impiegato della biblioteca dovesse pronunciare l'impronunciabile parola.