1. A fine Agosto NWI smetterà di essere online....
    .... ma non smetterà di essere, nel bene e nel male, nei miei ricordi.

    Potrei scrivere "25 gloriosi anni di attività" ma sappiamo benissimo che da diversi anni il forum era praticamente morto, frequentato da pochissimi aficionados, più che altro per scrivere i loro interessanti AAR. A questa situazione di abbandono ho contribuito certamente anche io quando ho dato una diversa priorità alle attività del mio sempre più esiguo tempo libero.
    Nonostante ciò ho continuato per tutti questi anni a tenere tutto "acceso" perché mi sembrava tradire tutti noi spegnendo NWI.

    Ora sento di essere giunto al punto dove credo di aver fatto la mia parte e staccare la spina adesso mi porta ad avere molta meno amarezza e sensi di colpa (più o meno).

    Un grosso (e tardivo perché lo sto aggiungendo ora con un edit di questo messaggio) ringraziamento va a tutti quelli che in questi 25 anni hanno dato una mano e a volte anche il braccio per portare avanti la baracca. Ovviamente senza di loro non si sarebbe neanche potuto iniziare.

    Un abbraccio (per chi lo vuole ) virtuale a tutti voi ed un augurio di continuare ad avere quanto più tempo possibile per "nerdare" coi nostri giochi preferiti.

    Francesco.

Fanatismo e resistenza dei nipponici nella WW2

Discussion in 'Età Contemporanea' started by andy, Nov 6, 2008.

  1. andy

    andy

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    Allora mi è venuto un dubbio:humm:, dato che per sabato prenderò il libro di Giuglaris sulla guerra nel Pacifico, mi interesserebbe sapere per voi qual'è il contatto di resistenza fanatico stile jappo, non mi interessano discussioni tra jappofili e americanofili soltanto sapere qual'è per voi il concetto di resistenza fanatica, lotta fino alla fine delle munizioni e delle bombe? lotta metro per metro, mi piacerebbe che forniste dati sui jappo(soprattutto tu lenfil) e su altri episodi, di ambedue le guerre, su una resistenza fanatica

    Grazie
     
  2. archita

    archita

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    sul "fanatismo" giapponese vigeva il codice d'onore dei samurai che insegnava obbedienza cieca all'Imperatore ( per gli antichi samurai al loro signore ) anche a costo della vita.

    sul codice la solita wiki:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Bushido

    anche se stupisce il fatto che il codice insegnasse la pietà e il rispetto anche se forse non verso il nemico che si arrendeva altrimenti non si spiega il brutale trattamento riservato ai prigioneri di guerra inglesi durante la IIWW...

    invece su altri casi il Fronte Orientale è una montagna infinita di esempi di lotta ad oltranza da entrambi le parti poichè il fanatismo suicida faceva parte delle rispettive campagne di odio elaborate dai due più spietati regimi totalitari che l'umanità abbia mai conosciuto :cautious:
     
  3. Lenfil

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    Non ho capito bene cosa chiedi :humm: cercherò comunque di darti un quadro "psicologico" dei motivi che hanno portato alla resistenza fanatica dei nipponici nella WW2.

    Come "resistenza fanatica", si intende una lotta che viene portata avanti sempre e comunque anche se esiste la certezza della sconfitta e nonostante il sacrificio della vita il più delle volte.

    Innanzitutto il concetto di resistenza fanatica è piuttosto soggettivo visto che per noi (occidentali) viene spesso posto prima di tutto l'importanza della vita e non quella dell'onore (o dell'etichetta spesso).
    Per i Nipponici era inconcepibile arrendersi (ciò comportava ovviamente la pena capitale, ma non era tanto la pena ma la vera e propria convinzione mentale che questa dovesse essere fuori questione sempre e comunque, la pena capitale in caso di diserzione infatti era presente in tutti gli eserciti), e ciò portera a quelle resistenze incredibili di alcuni soldati nipponici ritrovati ancora in assetto di guerra in qualche isola nelle filippine, nessuno li aveva avvisati che la guerra era finita e loro fedelmente sono rimasti li dove erano stati assegnati.
    Ci sono storie del genere che toccano veramente il cuore, come quella di Yoshio Yamakawa e Tsuzuki Nakauchi della 30esima divisione Imperiale ritrovati nelle Filippine nel 2004 a quasi 90 anni suonati!
    http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/esteri/nippoguerra/nippoguerra/nippoguerra.html
    http://archiviostorico.corriere.it/2005/maggio/28/Gli_ultimi_soldati_Hirohito_co_9_050528065.shtml
    E non sono rari casi, tutti gli anni 70,80,90 sono costellati di questi ritrovamenti di soldati imperiali ancora in guerra in qualche posto sperduto, alcuni dei quali hanno avuto anche la necessità dell'intervento della polizia filippina perchè questultimi non credevano che la guerra fosse finita!
    Ben altre conseguenze avrà invece questo concetto di rifiuto di resa per i prigionieri Alleati caduti in mani nipponiche, che ovviamente venivano visti come il peggio del peggio.
    La percentuale di prigionieri Alleati sopravissuti alle forze delle Asse è infatti molto bassa in Giappone rispetto a quella di Italia o Germania.
    Lo stesso dicasi per i Cinesi, decenni di odio tra due nazioni porterà a certi crimini davvero efferati

    Durante e prima la seconda guerra mondiale è inutile dire che il Bushido (codice di condotta dei samurai, a cui i militaristi dell'epoca facevano riferimento) fu portato agli estremi e snaturalizzato dal suo vero e originale significato.

    Il soldato comune giapponese non combatteva solo per l'Imperatore, ma sopratutto (come per tutti gli altri soldati di ogni nazionalità) per la nazione e per le famiglie a casa.
    A ciò aggiungici pure che tra i Nipponici veniva inculcata (come tra gli americani verso i nipponici daltronde) una certa dose di razzismo che di certo non aiutava i "rapporti" verso i nemici.
    Il nemico tedesco infatti sarà sempre visto meglio del nemico nipponico, l'opinione pubblica americana ce l'aveva a morte con i Nipponici ("le scimmie miope") e lo stesso dicasi per i nipponici ("i barbari americani").


    Casi di resistenze fanatiche nipponiche?
    Le più "famose" sono quelle di Iwo Jima e Okinawa, innanzitutto perchè queste isole rispetto a Saipan ed altre dove si era combattuto fino ad allora sono territorio nazionale giapponese e quindi la resistenza fu ovviamente maggiore.
    Per il resto penso che una pagina non basterebbe, i nipponici hanno sempre opposto una resistenza all'ultimo uomo.
    In ciò erano facilitati anche dal fatto di combattere su delle isole dove ovviamente non era possibile effettuare ritirate giunti ad un certo punto del combattimento (e sopratutto venendo a mancare il supporto della Marina alle truppe a terra queste saranno quasi sempre isolate e tagliate fuori).

    Il sacrificio del combattimento fino all'ultimo non fu compiuto però solo dai combattenti dell'Esercito.
    Nei cieli gli aviatori nipponici si andavano a frantumare con i loro aerei sulle Portaerei nel tentativo di arrecare il maggior danno possibile
    Nei mari ciò che restava della Marina veniva lanciata in missioni impossibili come quella della Yamato inviata verso l'Okinawa invasa.

    Gli unici casi di rese in massa di giapponesi si possono trovare solo in una battaglia, quella di Okinawa, dove la guarnigione di 100.000 uomini affrontava un nemico che ne contava quasi 600.000.
    In questa battaglia i Nipponici hanno ben "10.000" prigionieri, il resto della guarnigione è spazzato via, gli americani pagheranno un tributo di sangue pesantissimo, oltre 50.000 perdite e la US Navy martoriata dagli attacchi Kamikaze.
    Altre situazioni in cui i nipponici si arresero in massa fu all'invasione dell'URSS della Manciuria, una pugnalata alle spalle visto che l'URSS aveva un patto di non belligeranza con i Nipponici (stretto anni prima e che i nipponici hanno rispettato anche mentre i sovietici erano lapidati dai tedeschi), inoltre qui i nipponici non avevano alcun modo per fermare i mezzi corazzati sovietici.



    A mio parere le forze armate Imperiali Giapponesi della WW2 furono le armi più fanatiche e disciplinate (non che ciò comporti sempre un vantaggio..anzi) a cui la storia abbia mai assistito
     
  4. Lenfil

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    Purtroppo il codice del Bushido viene snaturalizzato dai militaristi nella WW2.
    Per assurdo i Samurai a cui tanto si ispiravano per comportamento i militari Nipponici della WW2 non erano certo cosi fanatici, alcuni valori del Bushido vengono persi nella WW2

    Consiglio la lettura dell'Hagakure e di "Bushido" di Inazo Nitobe per meglio comprendere il significato del Bushido
     
  5. ange2222

    ange2222

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    le campagne d'odio le facevano tutti i contendenti, anche nella prima guerra mondaile, con i circhi di bambini menomati mostrti come vittime dela barbarie degli unni.

    Perché la guerra a est fu particolarmente spietata?

    il perché non può essere definito solo dalle "campagne d'odio".
     
  6. andy

    andy

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    lenfil grazie mi hai illuminato sui japo che ocnsiderò fanatici e pazzi(almeno x noi occidentali) comunque secondo me ange(e qua si potrebbe apire un dibattito) perchè i russi sapevano di morire se si arrendevano(oltre 3 milioni i prigionieri sovietici uccisi barbaramente dai nazisti) e perchè difendevano la loro patria, i cirmini spaventosi die nazisti sono spiegabili, per me, con le teorie razziali e l'odio verso i partigiani russi,attivissimi, per il resto i tedeschi, soprattutto nel 1945 mostrarono una resistenza fanatica tanto da essere chiamati "copie giapponesi senz aocchi a mandorla"(anche qui un bel pò di razzismo) anche io credo che il soldato tedesco sia stato il migliore del mondo.
     
  7. Mikhail Mengsk

    Mikhail Mengsk

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    L'odio dei soldati sovietici era un odio fondato su quello che avevano visto: durante la riconquista videro coi loro occhi quello che avevano fatto i Tedeschi alla loro terra e alla loro gente. Prima ancora avevano visto la ferocia dei tedeschi al fronte (i bombardamenti indiscriminati sulle città, per esempio), dopo videro le atrocità perpetrate anche lontano dal fronte. La propaganda cominciò a martellare quando entrarono in Germania, ma non ce n'era granché bisogno.

    I tedeschi non so, probabilmente in questo caso la propaganda sugli "slavi subumani" fece il suo effetto.
     
  8. ange2222

    ange2222

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    mah ... le atrocità iniziarono subito se non erro, da entrambe le parti.
     
  9. Mikhail Mengsk

    Mikhail Mengsk

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    Difficile che i sovietici abbiano iniziato nel 41 a massacrare civili e prigionieri tedeschi.
     
  10. archita

    archita

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    certamente le atrocità dei russi in Europa Orientale durante l'avanzata nel '44 e '45 furono uno smacco per Stalin che perse irrimedialmente l'immagine del "liberatore" agli occhi degli occidentali anche se il mito del vincitore sul nazismo rimase tale ma non tanto da magnetizzare più l'interesse europeo occidentale sul "paradiso" oltre cortina..:humm:
     
  11. feste

    feste

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    Non mi sembra che ai polacchi (39)avessero fatto carezze.
    Il merlo dice al corvo quanto sei nero.
     
  12. skuby

    skuby

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    No certamente le fosse di Katyn lo stanno a dimostrare, ma sul fronte orientale la guerra vera e propria iniziò nel 41 non nel 39.

    e diciamo che nel 41 i tedeschi non partirono con mano leggera.
     
  13. skuby

    skuby

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    Non è un mito è storico, secondo te chi l'ha vinta la guerra in europa?
     
  14. ange2222

    ange2222

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    archita mi sembra!

    :D


    PS: non credo che le vioelnze dei soldati sovietici sui civili fossero uno smacco per Stalin, presumo che lo ritensse un contentino necessario da dare alle sue truppe.
     
  15. Mikhail Mengsk

    Mikhail Mengsk

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    Parlavamo di sovietici e tedeschi, e comunque niente di quello che hanno fatto i sovietici in Polonia è anche solo paragonabile alle stragi naziste in URSS.


    La propaganda sovietica era ben felice di caricare i soldati: il morale al fronte era sempre altalenante a causa delle forti perdite nonostante l'avanzata. Successivamente corsero ai ripari quando la situazione rischiava di sfuggire di mano e l'Armata Rossa minacciava di rendere le terre occupate una landa devastata e spopolata. Allora si misero di buzzo buono per "calmare" gli stessi soldati che avevano incitato ad uccidere e saccheggiare.
     
  16. Maglor

    Maglor

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    questo solo dopo la completa distruzione della prussia orientale...
     
  17. skuby

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    Chi semina vento........
     
  18. Mikhail Mengsk

    Mikhail Mengsk

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    infatti ho detto:

     
  19. Basileus Romaion

    Basileus Romaion

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    Che moltissimi prigionieri sovietici (~50%) morirono durante la prigionia e' un conto, ma non furono tutti "barbaramente uccisi": semplicemente le pessime condizioni igienico-sanitarie (talvolta deliberatamente mantenute tali, talvolta imposte dalla scarsita' di mezzi) li decimarono.

    Condizioni di vita molto peggiori di quelle dei prigionieri di altre nazionalita': oltre all'ideologia che vedeva negli slavi delle popolazioni subumane e che gioco' un suo ruolo, oltre all'enorme numero dei prigionieri sovietici che giocava a loro sfavore, c'e' anche da dire che l'Unione Sovietica non aderiva alle convenzioni di Ginevra, quindi neanche gli altri erano formalmente tenuti ad osservare nei suoi confronti i dettami delle convenzioni. (Tassi di mortalita' confrontabili mi pare si avessero per i prigionieri tenuti dai sovietici).

    I "Sonderkommando" attivi dietro il fronte gia' nelle prime settimane dell'invasione rastrellavano e massacravano gli ebrei, non i prigionieri russi (oddio, magari non disdegnavano qualche commissario politico se capitava).
     
  20. Maglor

    Maglor

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    nessuno lo mette in dubbio, la sorte toccata alla prussia orientale non è certo differente da quella riservata all'ucraina o alla bielorussia... d'altronde erano gli stessi tedeschi in ritirata ad affermare che se i russi avessero deciso di vendicarsi non sarebbe rimasta pietra su pietra in germania.
    tuttavia ciò non toglie nulla all'efferatezza dei crimini commessi da entrambe le parti.

    cmq attenzione a non andare off-topic, i crimini di guerra sono certamente correlati al tema della resistenza ad oltranza, ma non sono l'unica causa...
     

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