1. A fine Agosto NWI smetterà di essere online....
    .... ma non smetterà di essere, nel bene e nel male, nei miei ricordi.

    Potrei scrivere "25 gloriosi anni di attività" ma sappiamo benissimo che da diversi anni il forum era praticamente morto, frequentato da pochissimi aficionados, più che altro per scrivere i loro interessanti AAR. A questa situazione di abbandono ho contribuito certamente anche io quando ho dato una diversa priorità alle attività del mio sempre più esiguo tempo libero.
    Nonostante ciò ho continuato per tutti questi anni a tenere tutto "acceso" perché mi sembrava tradire tutti noi spegnendo NWI.

    Ora sento di essere giunto al punto dove credo di aver fatto la mia parte e staccare la spina adesso mi porta ad avere molta meno amarezza e sensi di colpa (più o meno).

    Un grosso (e tardivo perché lo sto aggiungendo ora con un edit di questo messaggio) ringraziamento va a tutti quelli che in questi 25 anni hanno dato una mano e a volte anche il braccio per portare avanti la baracca. Ovviamente senza di loro non si sarebbe neanche potuto iniziare.

    Un abbraccio (per chi lo vuole ) virtuale a tutti voi ed un augurio di continuare ad avere quanto più tempo possibile per "nerdare" coi nostri giochi preferiti.

    Francesco.

tecniche di fuoco della Regia Marina

Discussion in 'Età Contemporanea' started by archita, Apr 13, 2009.

  1. ange2222

    ange2222

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    la corsica ha una sagoma ben più alta rispetto a quella di una nave
     
  2. andy111

    andy111

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    la corsica (minuscolo volontario) non è propriamente grande come una corazzata:D


    le nostre navi, di notte, navigavano in condizione di riposo, non in "stato" di battaglia. L'alto comando riteneva, che una battaglia notturna non avesse modo di esistere... infatti si è visto a matapan, che prima di rispondere al fuoco (quei pochissimi colpi in risposta) è passato parecchio tempo.
     
  3. GyJeX

    GyJeX

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    Beh, se esistesse una nave alta come la Corsica allora la vedresti tranquillamente a 40km, ma quanto sono alte le navi ?? Con tutta la buona volontà ma anche dal punto di osservazione più alto su una nave al massimo arrivi a vedere un'altra nave a 35km (o forse è meglio dire "una parte"), esagerando... E a quelle distanze era praticamente impossibile calcolare soluzioni di tiro.

    La gittata utile di combattimento è indicata nel documento fornito da Archita e si attesta sui 30km. Distanze maggiori potevano tornare utili come tiri costieri senza timore di rappresaglie...
     
  4. Sicut leones

    Sicut leones

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    ci sarebbero anche gli idrovolanti imbarcati da osservazione per sparare a quelle distanze,dall'alto è più facile capire la giustezza del tiro
    mi sembra che gli inglesi ne facesse uso spesso,davano anche il vantaggio di poter sparare oltre le cortine fumogene,
    il famoso radar italiano dimenticato in qualche deposito fino a dopo matapan era in effetti un radiotelemetro,non era concepito per scoprire il nemico ma per misurarne la lontananza
     
  5. GyJeX

    GyJeX

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    Ma neanche... Come fa l'idrovolante a capire quale colpo è stato lanciato da quale torre per fargli correggere il tiro ???
     
  6. PzKpfW

    PzKpfW

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    A capo teulada il Vittorio Veneto continuò il tiro fino a quando i bersagli si trovarono ben oltre i 32.000 Km, superiore alla cifra indicata nel documento, dimostrazione che i nostri ammiragli preferivano un tiro disperso ma il più possibile al riparo dai calibri nemici.
     
  7. Mikhail Mengsk

    Mikhail Mengsk

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    Vabè ma diventa un cannoneggiamento inutile...

    Come da alta quota? Il siluro non si inabisserebbe troppo in questo caso? Io ho sempre saputo che i siluri andavano sganciati dalla quota più bassa possibile per far si che continuassero la corsa poco sotto il pelo dell'acqua.
     
  8. Sicut leones

    Sicut leones

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    questo non lo sò,penso che basti contare comunque visto che il tempo di volo
    più o meno lo conosci, e le torri inglesi non sono più di tre,è organizzazione
    comunque sono sicuro che gli inglesi usavano questa tecnica,un ufficiale di una squadriglia di swordfisch(mi sembra quella di Taranto) era stato anche medagliato in una operazione simile
     
  9. Sicut leones

    Sicut leones

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    la Regia Aeronautica per evitare di accettare gli aereosiluranti,con il rischio di doverli cedere come ovvio alla marina,pretendeva prestazioni assurde tipo poterli lanciare a 300 km/h da 300mt di quota,il risultato che i siluri italiani erano ottimi
    ma li compravano i tedeschi e non noi:cautious:
     
  10. Wolf

    Wolf Guest

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    Scusa ma che senso aveva svilupparli e produrli se poi non ne usavamo nemmeno uno?Comunque è interessante questa cosa!Non la sapevo!:)Potrei sapere le fonti?Anche per approfondire un po'!
     
  11. PzKpfW

    PzKpfW

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    Ti cito da "la guerra italiana sul mare" di Giorgerini. Pag. 158:

    L'aeronautica, ad esempio, trovava inadatti tutti i tipi di sliuri che le venivano proposti anche se realizzati secondo le sue specifiche: dapprima arma da lanciarsi da 90m di quota con una velocità del velivolo di 250km/h di velocità, fino a giungere all'assurdo, per i tempi, di un lancio da 350m d'altezza a 500 km/h.
     
  12. MrBrightside

    MrBrightside

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    Sì, in effetti avevo un po' trascurato la differenza fra la sagoma di una nave da guerra e quella di un'isola :D anche perchè andando molto oltre questo dato, l'opera stessa dei ricognitori non avrebbe avuto senso.

    Per la gittata delle armi da 381mm, ho letto valori discordanti su testi diversi, ma regiamarina, che mi sembra attendibile, è una delle fonti che indica 42800 metri, certo è una distanza tutta ipotetica vista la dispersione delle salve e lo stato primitivo dei congegni di puntamento imbarcati sulle navi italiane, un colpo a segno sarebbe stato un caso, del resto gli stessi inglesi lo hanno sostenuto quando colpirono il Cesare a punta Stilo.

    Nella seconda metà degli anni trenta, al centro sperimentale di Guidonia i tecnici del suolo patrio erano riusciti a lanciare gli Whitehead con esito positivo da 80 metri; l'aerosilurante lo avremmo avuto in casa, chi non conosce il gobbo maledetto, ma tutto si arenò di fronte alle solite rivalità da bar sport fra i comandi di casa nostra.
     
  13. Wolf

    Wolf Guest

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    Beh oddio sono rivalità che hanno afflitto anche i comandi tedeschi(vedi Goering e Donitz) e giapponesi(Esercito vs Marina).Non mi sembra nulla di nuovo.Certo nel nostro caso non ha portato a nulla di costruttivo o di vantaggioso.:(
     
  14. Sicut leones

    Sicut leones

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    notare che non avevamo aerei in grado di arrivare a 500 Km/h,neanche i caccia,
    forse volevano usare il MC 72:humm::D
     
  15. archita

    archita

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    sembra che la coordinazione fra la aviazione di terra ( l'aviazione navale rimase una chimera praticamente come del resto le portaerei finchè non fu troppo tardi ) e la R.M ebbe dei problemi come mi sembra ( correggetemi ) a Punta Stilo quando alcun apparecchi italiani bersagliarono per errore navi italiane :D

    comunque ho trovato un gustoso aneddoto sulla disgraziata aeronautica italiana

    "Nel febbraio 1940, su richiesta del duce, pubblicò a sua volta un articolo sulla Rivista aeronautica in cui descrisse in modo "assai ottimistico" la potenza dell'Arma azzurra. La consistenza dell'arma lo impegnò a lungo per lo stato approssimativo delle cifre esposte dal suo predecessore. Al 31 ottobre 1939, dalla prima tabella dell'inventario lasciato da Valle, il totale degli apparecchi in carico era di 5344, ai quali andavano aggiunti 3184 "In commessa, la cui consegna si esaurirà entro i primi del 1941", per un totale generale di 8528. Si contavano ben 19 modelli di caccia terrestri, 8 d'osservazione aerea, 18 di bombardieri terrestri, 14 di idrovolanti delle tre specialità e oltre 20 modelli presso le scuole. Una seconda tabella riportava il numero degli "apparecchi bellici" presso i reparti in 3060, oltre a 542 "pronti per la distribuzione ai reparti", per un totale 3602. Degli aerei presso i reparti di linea efficienti bellici, solo 1369 erano definiti "di tipo moderno". Il problema sul numero esatto dei velivoli in forza alla Regia aeronautica era già sorto nel passaggio delle consegne tra Balbo e Valle e il duce, in una lettera al quadrunviro, lo aveva evidenziato poco dopo il cambio della guardia: "Caro Balbo, nella tua visita di congedo del giorno 7 mi dicesti che mi lasciavi un totale di 3125 apparecchi. Tale numero figura nel quaderno delle consegne da te e da Valle firmato. Ho proceduto alla necessaria discriminazione e ne consegue che tale numero si riduce a quello di 911 apparecchi efficienti dal punto di vista bellico alla data odierna. Aggiungo subito di considerare tale situazione come soddisfacente. Cordiali saluti. Mussolini". Con eleganza il duce dava a Balbo del bugiardo."

    da http://www.icsm.it/articoli/ri/rapricolo.html

    riguardo a Punta Stilo

    "L'Arma azzurra scese in campo con forze preponderanti l'8 luglio 1940 per quella che sarebbe stata chiamata la battaglia di Punta Stilo in Italia e la battaglia di Calabria dagli Inglesi. Dalle 10 alle 18,40 effettuò con 72 aerei, 13 azioni con un numero massimo di 11 aerei per azione, lanciò 433 bombe, in media sei per aereo, centrando con una bomba l'incrociatore Gloucester che continuò nell'azione. L'ordine operativo del capo di stato maggiore dell'aeronautica nella stessa data prescriveva che per l'indomani la flotta aerea doveva attaccare con bombe da 250 "e possibilmente" da 500 chilogrammi. Il giorno successivo la Mediterranean fleet con azione giudicata da uno storico italiano: "Temeraria, pericolosa e avventata" (19) si era portata a 40 chilometri dalla costa calabrese. Superaereo lanciò all'attacco, dalle 16,45 alle 21, gli stormi disponibili, 133 bombardieri che, in 17 azioni, lanciarono 514 bombe di cui le otto da 500 chilogrammi racimolate. Nessuna nave fu affondata o danneggiata. La battaglia fu il primo ed ultimo scontro tra corazzate nel Mediterraneo.

    Per una serie d'errori fu attaccata la flotta italiana, ma anche questa volta non vi furono perdite. Pricolo lamenta che le navi attaccate, mentre le bombe cadevano pericolosamente vicine, aprirono il fuoco contro gli aerei italiani, portando l'esempio dell'incrociatore Sheffield che attaccato con "ben undici siluri", dall'aviazione navale inglese non reagì. Cinquanta anni dopo lo storico Giovanni de Lorenzo commentava: "Un comportamento irriflessivo e irrazionale [della flotta] dovuto all'eccitazione del momento e alla ottusa interpretazione di un errore che si aggiungeva ad un altro errore". Aggiunge Pricolo: "Soltanto molti anni dopo la fine della guerra, il primo responsabile, [generale Barba] sia pure del tutto involontario, dell'errore assurdo mi fece la sua confessione". Coautore dell'errore, aggravato dalla quota di volo superiore a quanto stabilito da Superaereo, fu un ufficiale di marina, un tenente di vascello osservatore addetto al puntamento sull'aereo di Barba. Particolare illuminante, tra il posto di guida e la gondola di puntamento, non vi era un contatto interfonico, così come tra aerei della stessa formazione che, seguendo il comandante, lanciavano per imitazione. Nella battaglia italo-italiana si perse un bombardiere che s'inabissò con tutto l'equipaggio."

    sempre dallo stesso articolo ma leggetelo tutto, è davvero molto interessante ;)
     
  16. GyJeX

    GyJeX

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    D.520 di preda bellica :asd::asd:
     
  17. Sicut leones

    Sicut leones

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    premonitori almeno in questo:asd::asd:
     

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