1. A fine Agosto NWI smetterà di essere online....
    .... ma non smetterà di essere, nel bene e nel male, nei miei ricordi.

    Potrei scrivere "25 gloriosi anni di attività" ma sappiamo benissimo che da diversi anni il forum era praticamente morto, frequentato da pochissimi aficionados, più che altro per scrivere i loro interessanti AAR. A questa situazione di abbandono ho contribuito certamente anche io quando ho dato una diversa priorità alle attività del mio sempre più esiguo tempo libero.
    Nonostante ciò ho continuato per tutti questi anni a tenere tutto "acceso" perché mi sembrava tradire tutti noi spegnendo NWI.

    Ora sento di essere giunto al punto dove credo di aver fatto la mia parte e staccare la spina adesso mi porta ad avere molta meno amarezza e sensi di colpa (più o meno).

    Un grosso (e tardivo perché lo sto aggiungendo ora con un edit di questo messaggio) ringraziamento va a tutti quelli che in questi 25 anni hanno dato una mano e a volte anche il braccio per portare avanti la baracca. Ovviamente senza di loro non si sarebbe neanche potuto iniziare.

    Un abbraccio (per chi lo vuole ) virtuale a tutti voi ed un augurio di continuare ad avere quanto più tempo possibile per "nerdare" coi nostri giochi preferiti.

    Francesco.

Stress da combattimento (The face of Battle)

Discussione in 'Età Contemporanea' iniziata da rob.bragg, 6 Aprile 2011.

  1. rob.bragg

    rob.bragg

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    Per chi non l'avesse mai vista prima, segnalo questa interessante pagina sullo stress da combattimento (alcuni passaggi sulle diverse esperienze nelle diverse guerre sono molto interessanti)

    http://www.globalsecurity.org/military/ops/battle.htm

    e con tra l'altro questo interessante diagramma

    [​IMG]


    PS : per chi non l'avesse mai letto, consiglio vivamente l'omonimo libro di Keegan "The Face of the Battle" (anche in italiano)
     
  2. archita

    archita

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    i romani conoscevano già questo fattore inventando la "mutatio" che permetteva di portare via gli uomini sulla via della rottura dalla prima linea :)
     
  3. rob.bragg

    rob.bragg

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    a) "Green Soldiers"

    b) "Experienced Veterans"

    c) "Overstressed Veteran"

    Quando gli storici (molti, se non quasi tutti) analizzano le performance delle forze alleate (US+UK) vs le forze tedesche nella II metà della IIGM, difficilmente tengono conto (oltre ai fattori noti : superiorità aerea, logistica, ecc.ecc.) che i primi erano a+b mentre i secondi erano soprattutto a+c
     
  4. archita

    archita

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    si è iniziato a studiare lo stress della battaglia in tutti i suoi aspetti medici durante la IWW, praticamente il primo conflitto in cui i soldati venivano mandati alle retrovie in appositi centri sanitari e si sono riscontrate turbe psichiche e comportamenti vari di personalità devastate. In parte erano casi veri di infermità mentale mentre in altri casi erano persone che per sfuggire al rientro al fronte effettuavano gesti di autolesionismo e simulazione di pazzia...
     
  5. maie

    maie

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    Ricordo un articolo del Corriere di un paio d'anni fa in cui si faceva notare come il numero dei suicidi a causa dello stress fosse in rapido aumento tra le fila dell'esercito USA, impegnato in Irak e Afghanistan. Diceva che i suicidi stavano per superare le morti in battaglia (o l'aveva superato, non ricordo bene). Se poi si consideravano i soldati in congedo (soldati che erano stati in almeno uno dei 2 teatri di guerra) allora il numero aumentava ancora di più.

    Ciao
     
  6. archita

    archita

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    penso che uno dei fattori dello "stress" sia anche quello dell'atto di uccidere stesso, è risaputo che in passato la mira dei soldati era imprecisa e a parte una particolare educazione ideologica aumentava lo stress con il contatto ravvicinato visivo del nemico mentre l'esatto contrario avveniva per chi tirava da lontano sopratutto i piloti di bombardieri e addetti all'artiglieria. Recentemente si discute sul fatto che le generazioni più giovani "richiano" di superare lo shock dell'assassinio nella abitudine videoludica ( da qualche anno in USA si vuole integrare videogames nell'addestramento ).
     
  7. TFT

    TFT

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    Uno psicologo americano diceva il contrario. Secondo lui era molto più difficile uccidere "prima", quando eri in corpo a corpo con il nemico. Ora che basta premere un bottone avanza molto la depersonalizzazione del nemico
     
  8. archita

    archita

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    era quello che intendevo :)

    l'atto di uccidere in sè non è naturale e quello che ti spinge a farlo, a parte la propaganda, è l'istinto di "uccidi o sarai ucciso" anche se più delle volte era il panico e l'istinto di fuga tantè che bastava mandare in formazioni minacciose per scompaginare le file nemiche senza sparare nemmeno un colpo...
     
  9. rob.bragg

    rob.bragg

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    Per chi è interesato ad un documento "corposo" (94 pg) in materia consiglio in pdf USMC Combat Stress FM 90-44

    www.au.af.mil/au/awc/awcgate/usmc

    edit : il link non funziona - boh ?! - comunque via google si trova facilmente
     
  10. Panzer

    Panzer

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    Ottime segnalazioni, grazie Rob...:approved:
     
  11. cecco

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    Molto interessante, mi chiedo, non essendo uno psichiatra, se secondo voi la condizione c è reversibile in b, sarebbe possibile per veterani affetti da DPTS,dopo appropriate cure farmacologiche e non rientrare nella categoria b?
     

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