Edward Beuchamp Circa otto persone si voltarono, un coro unanime ripose Aye! Insieme, dopo che Ish, con una serie di raccomandazioni, prese la licenza per tutti, montarono un jeep e si avviarono nella città. Numerosi locali, di tutti i generi, erano vivaci e vitali, ben lontani dalla guerra che si svolgeva a qualche centinaio di chilometri da li, nel deserto. La auto da campo si fermò davanti ad una porta da cui sprizzava ogni genere di luce. Entrati dentro, un egiziano era felicemente il barista al bancone: con un sorriso in faccia chiese con forte accento Salve, posso servire voi? Erik Dahl La sigaretta stava terminando, si bruciava nel freddo dell'inverno europeo. Passi ritmati scandivano il tempo. Più passava, più il rumore diventava forte. Dall'angolo della tenda spuntò un sottufficiale sulla cinquantina. Un sorriso soddisfatto si faceva spazio nell'ombra di quel viso misterioso. Soldato Dahl, ha da accendere? La voce roca ma decisa, spietata ma suadente, una voce che, pur mantenendo un falsa onestà, ti faceva sentire fregato. Canile. Fa niente, anch'io ho un accendino... Accese un sigaro di scarsa marca, si appoggiò ad un palo, vicino ad Erik. Mi dica, soldato... Ha mai visto la guerra? Giovanni Testa La forza di Lucini spinse con brutalità Giovanni all'indietro, facendolo cadere. Il duello poteva considerarsi terminato, con odio e disprezzo. Ma qualcosa cambiò tutto: l'avversario venne vicino ad Giovanni, lo prese per mano e lo alzò. Camerata, perché non mi hai finito?
Erik, si stava godendo la sua sigaretta, osservando il cielo plumbeo. Sentiva un rumore di una colonna di fanti in marcia, in lontananza. Di punto in bianco, si ritrovò dietro Canile. Alla sua richiesta, infilò senza troppa fretta la mano guantata nella tasca dove teneva i fiammiferi, per ritirarla subito dopo, quando l'uomo tirò fuori un accendino. -Mio zio me ne ha parlato, ma... no, non ho mai visto una guerra con i miei occhi, herr-
Giovanni Testa Giovanni si stava ancora riprendendo dal duro scontro, si chiedeva come mai l'avversario avesse esitato, che abbia avuto pietà? No, sarebbe un affronto troppo grande! Ci deve essere dell'altro che non sono riuscito a cogliere pensò.
Edward ordinò un bicchiere di brandy e attese che tutti gli altri ordinassero e che il barista portasse le ordinazioni. Nel mentre si rivolse ad Ish "Scusa per prima camerata, permettimi di offrirti questo giro per rimediare" disse battendogli una mano sulla spalla. Arrivate le bevande alzò il calice e "Signori propongo un brindisi! A Re Giorgio, a Churchill e al Commonwealth. Che i cani dell'Asse possano marcire dal primo all'ultimo!"
Hiroaki Hikonojo Finalmente si passava all'azione , mentre l'ufficiale stava finendo il suo discorso , Hiro pensava già al suo nemico , gli alleti e a come avrebbe potuto sterminarli nel modo più crudele, finito il discorso Hiro apprese che era stato assegnato al 2° Stormo di Caccia Terrestri , di seguito fece i lsaluto all'ufficiale e andò a prepararsi per il camion. Finito di preparare le sue robe nella borsa la chiuse si accese una sigaretta e si caricò sul camion.
Erik Dahl Una risatina triste emerse dalla cicatrice che Canile aveva per bocca. Kamerad... Sei giovane. Troppo forse... Io c'ero in Spagna... Erano tanti, fratello contro fratello, comunista contro franchista... L'odore dei cadaveri era forte,mi bambini piangevano scandalizzati, potenti carri ridotti in macerie... Esplosioni, proiettili, mine, lotta... Come cani, con la stessa furia di una aquila contro un coniglio... Devi stare bene attento a sopravvivere, e se lo sarai, forse la tua famiglia non lo è stata, forse è stata sgozzata da un soldato nemico o polverizzata da una bomba... Kamerad... Promettimi di stare attento... Se dovessi mai morire, lo riterrò un fallimento personale. Cavatela, laggiù al fronte... Detto questo si congedò, sparendo dietro i teli delle tende, con la sua marcia incessante. Giovanni Testa Le settimane passarono incessanti, l'addestramento faticoso e struggente fortificava il fisico di ognuno. Nessuno avrebbe detto che quei ragazzi, partiti fragili, sarebbero diventati leoni. Quello era il giorno, l'ora (come aveva detto il "Grande Babbo") delle decisioni irrevocabili. Era il 30 Aprile, sui cieli poco distanti da Cefalonia L'ufficiale urlava, le eliche per poco non superavano la sua voce. In quegli aerei c'era tutto il 187º paracadutato, pronto all'assalto alla roccaforte greca, Cefalonia. Soldati! Il Duce ci ha dato la possibilità di dimostrare all'Italia quanto valiamo! Fra poco sarete sull'isola balcanica chiamata Cefalonia, la vostra prima battaglia contro il greco codardo! Gli faremo rimpiangere le Termopili! Andate ora! Luce Rossa!! Lucini fu il primo ad avviarsi al portellone Soldato testa, ci vediamo di sotto! Poi si lanciò. Edward Beuchamp I soldati urlarono di gioia "Dio salvi la regina!". L'alcol scorreva a fiumi in quel locale. Più di qualche soldato, di gruppi diversi, veniva sbattuto fuori e si addormentava sulle strade pavimentate di pietre. A far venire l'astemia a tutti fu uno sparo. Aattenti! Una figura slanciata, sulla trentina, con sigaro in bocca e beretta in mano, si avviava nel corridoio che i soldati avevano lasciato in mezzo al locale. Fermi tutti! Military Police! Diceva con calma ma decisione Avete il diritto di stare in silenzio e rispondere ad ogni nostra domanda sinceramente. Pena gli arresti. Si avviò allora a chiedere ogni genere di cosa ai soldati. Arrivò davanti ad Edward Soldato! Nome, cognome, grado e reggimento, oltre che tutte le cose strane che hai notato...
Erik si stupì che l'uomo potesse fare un pensiero del genere, che potesse esprimere un sentimento. Ascoltò senza interrompere il suo discorso. Quando Canile ebbe finito e se ne fu andato, lo vide sotto una luce diversa: sempre un bastardo, beninteso. Dopo essersi riscosso, rimase dov'era. Dopotutto, ancora non gli avevano assegnato degli ordini precisi...
Giovanni Testa Bastarono quelle poche settimane per cambiare la vita di Giovanni, il suo destino era infatti segnato da ciò che era diventato oggi. Mio padre sarebbe orgoglioso di me pensò e finalmente per la prima volta nella sua vita si sentiva soddisfatto, era proprio dove doveva essere, al posto giusto, nel momento giusto. Cosa riserverà il futuro? Chi vivrà vedrà! Il giorno del primo lancio fu un insieme di emozioni quasi indescrivibili, mentre sei in caduta libera ti senti realmente libero, senza patemi e senza doveri, poi qualche secondo dopo la realtà si fa largo tra i pensieri, il paracadute si apre, il terreno si fa sempre più vicino e la libertà scompare. Una volta a terra, Giovanni si preoccupa di sistemare la sua attrezzatura e di portarsi presso il punto di raccolta prestabilito.
Edward allo sparo appoggiò il bicchiere e osservò la polizia militare entrare nel locale. Tutti si alzarono in attesa del loro turno ed Edward fece altrettanto. "Signore! Soldato Edward James Beuchamp, recluta del l'11 ussari" disse facendo il saluto "Tutto regolare, signore. A parte qualche soldato troppo ubriaco per reggersi in piedi, piuttosto disdicevole se posso parlare liberamente. Io e i miei camerati abbiamo accolto l'idea del camerata Beckett del 1º Royal Tank Regiment di un'ultima serata di permesso prima della partenza, signore! Siamo arrivati un paio d'ore fa, abbiamo ordinato e brindato a Sua Maestà per poi rilassarci, Signore" Non amando particolarmente l'alcol Edward, fermatosi al bicchiere di brandy e ad una mezza pinta di birra chiara, probabilmente era tra i più sobri del tavolo, ai quali aveva offerto parecchi giri, e probabilmente dell'intero locale.
Erik Dahl Verso la fine della serata, il comandante chiamò tutti per la gavetta. Dopo un breve pasto, lo zug si andò a coricare. La giornata successiva iniziò con lo squillo di tromba e, per chi non si alzò, con acqua fredda sulla nuca. Tutti i soldati erano agitati. Quella sarebbe stata l'ultima prova prima del fronte. Una sorta di prova generale della guerra. Esploratore Dahl, a rapporto. Il comandante dell'autoblindo reggeva un foglio di carta in mano. Bene, ci siamo tutti. Queste sono le direttive di Wütt, e quindi quelle del quartier generale di zug. Ve leggo in modo chiaro e freddo. Preparatevi ad eseguire solo e soltanto gli ordini. Qui ed in battaglia non avremo tempo per inutili azioni eroiche. "Autoblindo di esplorazione 16. Comandante Bergov, Il compito assegnato alla sua unità esplorante è semplice ma arduo. Il vostro posto sarà nelle avanguardie. Avete soldati preparati dall'addestramento dello heer, non deludeteci. Per ora i vostri ordini saranno quelli di recarvi sulla piccola altura a Nord ovest delle vostre posizioni. Lavorerete da soli. Da li, il vostro responsabile esploratore detterà al radiotelegrafista tutto ciò che vedrete nelle trincee "britanniche" nel centro della pianura. In Fede, Oberleutnant Wütt" Forza, tutti sopra, che partiamo. Una volta saliti sulla collina, Bergov ordinò ad Erik. Forza, tocca a te. Guarda bene le trincee e dettaci il rapporto. Edward Beuchamp Il poliziotto lo osservò per bene, annotó qualcosa sul suo taccuino e congedò Edward con poche dichiarazioni Le reclute dell'11º partiranno a breve. Se ti ritroverai in aree civili o comunque qui in Africa, avverti la MP se vedrai quest'uomo Tirò fuori una foto di un giovane sui 25, 26 anni, capelli scuri brizzolati, baffi corti e viso a punta. Gli occhi erano chiari, il fisico smilzo ma basso. È reo di crimini quali omicidio e diserzione. Avvertici, e renderai servizio a Dio e alla Corona. Il soldato disse le stesse cose più o meno a tutti. Alla fine, dopo tutta quella pressione, il sottufficiale di fianco al poliziotto gridò Riiiposo! Quello fu un vero riposo, ma il gruppo di Beckett si dileguò. Chi era troppo ubriaco ed aveva paura che, con la MP in giro, poteva essere beccato negli eccessi della sbronza, chi si era preso altre due birre e non parlava più con nessuno... Altri, come Ish-Ong, tornarono alla base, si era fatto tardi... Giovanni testa Appena a terra, lo recuperarono gli uomini del suo plotone. Erano tutti appostati in una piccola vallata della rocciosa isola. Il sottufficiale tenente osservava con il binocolo la città di Cefalonia I greci si muovono... Uno degli uomini che avevano recuperato Giovanni si intromise Ehm, signore... Si, caporale? Sono atterrati gli ultimi tre uomini del plotone... Un disperso... Comunque, qui abbiamo il soldato Testa, della prima squadra. Comandi? Ovviamente... Ma comandi al soldato in questione... Soldato Testa, si rechi alla sua squadra e comunichi al sergente Tozzi, comandante della suddetta squadra, che è arrivato il momento dell'attacco. A voi è riservato l'assalto alle barricate greche nella via principale. Eseguiti gli ordini, fu il sergente Tozzi a dare nuove direttive. È necessario dire, prima, che l'entrata Sud della cittadina, quella riservata alla prima e alla seconda squadra, era molto protetta dalla locale guarnigione greca che, presa alla sprovvista, si era organizzata alla bell'e meglio, utilizzando tutto ciò che aveva. Un coraggioso membro del battaglione, corso fino al centro abitato di nascosto, aveva rilevato due file di barricate protette da greci, i quali erano schierati anche nelle case. In particolare, l'uscita Sud della via principale era larga dieci metri, e la parte in cui entrava nel centro abitato, ovvero quella da assaltare, era costellata di vicoli. Vi erano circa sette entrate alternative, tre alla destra della via, quattro dall'altra. In queste non vi erano barricate, ma erano comunque strette e sorvegliate. Allora, e solo allora, Tozzi urlò l'ordine Soldati della Folgore! Membri della prima squadra! All'assalto! Per il Duce: avanti Savoia! In gran foga, tutti corsero verso l'uscita Sud, due squadre italiane, la prima e la seconda, contro la guarnigione greca. Alla prima esplosione, tutti si buttarono a terra, mentre circa sei fucili greci sparavano disorganizzati fuoco di soppressione.
[Ovviamente no, descrivi le azioni che compi e in particolare dove guardi. Il master ti dirà cosa riesci a percepire, saranno pur sempre due chilometri, e su questo detti il rapporto, dal tuo intuito potrà essere più o meno veritiero.]
[Ok, non sono molto pratico di procedure del genere ma proverò] -Sissignore- disse Erik, disinvolto. Poi prese il binocolo e aprì il portello sulla torretta dell'autoblindo. Si affacciò con circospezione, come se si aspettasse davvero che qualche nemico potesse spuntare dai cespugli per sparargli. Una volta sicuro che non ci fosse nessuno in agguato, pensò al suo compito. Puntò il binocolo verso le posizioni nemiche, cercando di scorgere eventuali bunker per artiglieria o postazioni di mitragliatrici, ricoveri e trappole anticarro sul loro percorso. Cercò anche di capire la qualità delle fortificazioni e il numero di nemici a difesa delle stesse, per poi riferire il tutto al radiotelegrafista
Edward tornò con Ish-Ong e gli altri verso la caserma chiacchierando del più e del meno, anche della retata appena avvenuta.
Erik Dahl Dal binocolo si distinguevano chiaramente i reticolati delle trincee polacche, costruiti a zig-zag tranne nei punti edificati. In questi si distinguevano costruzioni quadrate in legno, dalle quali emergevano piccoli oggetti lunghi. Verso l'interno, invece, una collinetta si ergeva come piccola fortezza, sulla quale era stata posizionata una costruzione di materiale grigio nella quale era tutto buio, non si riusciva a distinguere granché. Questa era circondata da filo spinato tranne, sembrava da una parte, sul retro. Nelle prime linee individuate si erano posizionate circa 50 figure lunghe, probabilmente soldati, fermi in avanti. Soldato Dahl, mi detti il rapporto... Edward Beuchamp Avete visto? Chissà come si chiamava quell'uomo... Il più giovane della compagnia al ritorno era frizzante ed agitato Sembra abbia ucciso dieci persone e lo stesso Hitler, e poi ne abbia preso il posto... Commentò sardonico Ish, prendendo in giro la recluta. Parlo seriamente, tu, Edward, che ne pensi?
"L'accusa di omicidio non mi preoccupa più di tanto visto quello che siamo chiamati a fare qui. La diserzione invece è un'altro paio di maniche; un uomo che non combatte per il proprio Paese quando questo è sotto attacco... Bhe faccio fatica a considerarlo ancora degno di indossare i pantaloni..." fece una piccola pausa "sarà probabilmente mezzo americano" disse per buttarla a ridere.
Dopo l'apertura alla nostra iniziativa dimostrata da admin e no, e po la considerazione data alle nostre proposte, ho deciso di aprire un'altra BETA. E di trasferirci qui: http://forum.sohead.org/index.php Grazie per aver partecipato ed averci dato il vostro sostegno.