Se qualcuno avesse consultato un atlantino economico De Agostini, non saremmo mai entrati in guerra

Discussion in 'Wargames da tavolo' started by Luigi Varriale, Feb 13, 2014.

  1. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    AAR Days of Decision + World in Flames Final Edition

    Prologo

    Roma gennaio 1936

    Il primo ministro Benito Mussolini era di cattivo umore. L'incontro al vertice a Berlino con il Fhurer di due giorni prima, non l'aveva soddisfatto per nulla. Hitler gli aveva parlato di come stesse progredendo lo sviluppo economico della Germania, e di come avesse oramai praticamente debellato la disoccupazione. Poi, davanti al maestoso Reichstag, avevano sfilato alcuni reparti del VII corpo meccanizzato di Hannover. Una precisa manovra per impressionare il primo ministro italiano. Le truppe tedesche completamente su ruote e cingoli, avevano dato un'impressione totalitaria di potenza e di efficienza.

    Mentre il Fhurer poteva vantare i suoi successi come dovuti alla sua iniziativa di governo forte, coerente, ed univoca, il nostro era costretto ad ammettere che le sue misure, che avrebbero voluto realizzare risultati simili a quelli tedeschi erano spesso ostacolate da un parlamento ottuso ed imbelle. Sopratutto i maledetti popolari, predominanti nell'opposizione, mettevano spesso i bastoni tra le ruote alle sue riforme economiche, corporative ed anche militari; per non parlare poi dei socialisti, moderati si, ma sempre socialisti.

    "E pensare che ho fatto parte di quel partito" meditava Mussolini.

    Il prezzo che il primo ministro aveva dovuto pagare alla monarchia ed all'alta borghesia per l'incarico di governo due anni prima, in una situazione di oramai ingovernabilità del paese, era stato elevato. Egli avrebbe voluto modellare l'Italia come un moderno stato corporativista, dove tutte le forze e tutte le risorse sarebbero state a disposizione della nazione, e dove l'interesse individuale sarebbe stato annullato, ed invece doveva per il momento accontentarsi di un regime ibrido dove si, alle ultime elezioni (pesantemente condizionate dai suoi squadristi) aveva avuto una schiacciante maggioranza, ma dove esisteva ancora una credibile opposizione, soprattutto ad opera dei socialisti moderati e del partito popolare.

    Sedeva Mussolini, sulla sua poltrona a Palazzo Venezia, con davanti l'ultima copia de "Il Secolo" la cui prima pagina era completamente occupata dal titolo:

    "L'India indipendente; l'Inghilterra inaugura una nuova era di moralità e pace nel mondo.

    "Questa è proprio l'era della pazzia" pensava Mussolini mentre leggeva l'articolo che si sperticava in lodi per la lungimiranza e l'illuminazione della politica britannica, che tra l'altro con questo gesto, si era guadagnata, secondo l'autore dell'articolo, l'eterna amicizia ed appoggio degli Stati Uniti d'America.

    Mentre il primo ministro era assorto nel capire chi o cosa avesse potuto portare gli Inglesi a tanta sconsideratezza, si presentava il segretario personale Vidussoni per annunciargli che l'ammiraglio Panzulli era arrivato.

    "Lo faccia entrare, Mario, lo faccia entrare subito...niente anticamera per il mio capo di stato maggiore".

    L'ammiraglio Amintore Panzulli, fervente ammiratore di Mahan, era entrato nei favori del primo ministro con un'azione incessante al bersaglio grosso già nei confronti dei governi precedenti, quando era capo di stato maggiore della marina, che lo aveva portato alla fine al vertice delle forze armate italiane. Ben inteso, si trattava di una posizione di vertice relativa, in quanto i suoi subordinati militari erano suoi superiori politici, essendo tutti e tre sottosegretari. Comunque Mussolini sulle questioni militari lo ascoltava, e questo era già qualcosa.

    Dopo i soliti convenevoli i due uomini si accomodarono sul grande divano della sala del mappamondo.

    "Eccellenza, innanzi tutto mi permetta di ringraziarla per il suo intervento personale per velocizzare i lavori di ammodernamento della corazzata Andrea Doria; al momento la squadra navale ha solo due corazzate in linea, e non le dico quanto la situazione sia imbarazzante per la Regia Marina.

    Mussolini annuì e chiese notizie generali sullo stato della flotta.

    "Non è nemmeno vicina, eccellenza a quello che dovrebbe essere, non per la politica che noi dovremmo perseguire".

    Il primo ministro assumeva un'aria di cortese e rassegnato fastidio: l'ammiraglio aveva le sue idee sulla politica estera alla quale l'Italia avrebbe dovuto tendere e, nonostante i molti colloqui già intercorsi tra i due, non era sicuro di aver ben capito cosa l'ammiraglio volesse.

    "Questa sua fissa dell'allineamento con le potenze marittime, Panzulli; dovremmo seguire una politica filo britannica, filo americana...mi faccia capire...ci dovremmo allineare agli affamatori del mondo...alle plutocrazie dei tre pasti al giorno".

    "Non è importante, eccellenza, se le potenze marittime sono plutocrazie o no; sono i loro metodi che dobbiamo copiare se vogliamo aspirare ad un futuro decente per il paese. Le nostre industrie non hanno abbastanza materie prime per soddisfare un terzo delle loro potenzialità produttive; tira un'aria di protezionismo commerciale a 360 gradi su tutto il continente. Se dobbiamo concludere dei contratti commerciali, abbiamo bisogno delle vie d'accesso marittime per poter trasportarne i frutti in patria".

    "Ma nel Mediterraneo siamo chiusi tra Gibilterra e Porto said".

    "Appunto eccellenza...dobbiamo tenerci buona l'Inghilterra o forgiare le forze che ci permettano di liberarci la strada di forza".

    "La strada per andare dove" ?

    "Dove si apriranno opportunità commerciali per noi eccellenza...l'Inghilterra sta cominciando a perdere pezzi; ha notato ? Questo processo non è più arrestabile, e non lo è neanche per le altre potenze coloniali. Sarà la corsa ad accaparrarsi le risorse che gli imperi dovranno mollare...Inghilterra, Francia, Olanda...noi dobbiamo partecipare a questa gara. Gli Inglesi hanno abbandonato l'India, prima di doverlo fare comunque, ma perdendo la faccia...pensa che l'India sarà l'unico episodio...l'ondata indipendentista si propagherà a tutti i popoli colonizzati...stiamo entrando in una nuova era eccellenza...e noi non siamo pronti a cogliere i frutti. Le altre potenze marittime sono pronte...Giappone, Stati Uniti, Francia, forse anche i Russi".

    "Ammiraglio", Mussolini leggermente annoiato, guardò l'orologio..."la prego, mi prepari una bozza di studio, per il ministro degli esteri...nel caso, lo sottoporrò all'intero consiglio dei ministri. Nel frattempo ho già dato incarico al sottosegretario della Marina di porre mano ai lavori della Caio Duilio...era quello che mi aveva chiesto no"?

    continua...

     
  2. alberto90

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    Ohhhh interessante da bestia .... ti seguo appassionatamente.

    P.S ho scaricato le mappe del gioco e posso muovere le pedine, ma non riesco a fare i turni ... ci sto lavorando comunque ...
     
  3. Luigi Varriale

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    Guarda che i moduli vassal sono solo delle versioni su computer del gioco manuale. Quello che puoi fare è appunto muovere le pedine e leggere le tabelle...come in un gioco manuale.
     
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  4. alberto90

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    Si ma tu giochi con la versione scatolata o con quella virtuale? credo con quella virtuale .... il mio problema è che non riesco a d attivarla ...
     
  5. Luigi Varriale

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    Base Navale di Singapore, Marzo 36

    I lavori di costruzione della super base britannica erano ormai bene avviati, e l'attività ferveva per il loro completamento. Era una tipica tarda serata coloniale in città, circoli ufficiali pieni, e partita di cricket in notturna presso le splendida e curatissima area residenziale alla periferia est. I sobri ma magnifici edifici coloniali eretti tra la lussureggiante vegetazione locale, ad uso e consumo dei dominatori bianchi, erano pienamente illuminati ed i ricevimenti serali dell'aristocrazia inglese erano in pieno svolgimento. Numerosi ufficiali della Royal Navy, nelle loro eleganti uniformi erano impegnati in balli e corteggiamenti. Solamente nell'arsenale, e nella base navale vera e propria vi era il silenzio del normale turno di guardia e un'oscurità militare rotta dai riflettori di ricerca che battevano la rada. All'improvviso, una serie di violente esplosioni, scuotevano la tranquillità. Saltavano per aria due depositi di munizioni dell'artiglieria costiera e quattro ricoveri per gli equipaggiamenti navali. La locale guarnigione, formata da nuclei scelti tra gli equipaggi delle navi alla fonda nella base, veniva quindi assaltata da uomini armati di non precisata identità. L'armamento degli attaccanti non andava al di là di moschetti e baionette, ma i marinai inglesi non erano armati molto meglio. Questi riuscivano, nonostante la totale sorpresa a tenere testa agli attaccanti, enormemente superiori di numero, mentre altre esplosioni si diffondevano intorno alle installazioni militari. La battaglia andava avanti per qualche ora, tempo più che sufficiente per l'ammiraglio James Baker comandante della Forza S, di accorrere dalla sua lussuosa residenza al ponte di comando della sua ammiraglia, la corazzata Malaya. Da qui, senza porre tempo in mezzo, ordinava all'intera squadra di mettere le caldaie sotto pressione e di prepararsi ad evacuare la base a scanso di rischi e di equivoci. In gran fretta, ed al prezzo di lasciare parte degli equipaggi a terra, la squadra navale dell'estremo oriente usciva dal porto e faceva rotta per la base ausiliaria dell'isola di Ceylon. Ai marinai rimasti a terra, Baker lasciava la consegna di difendere i civili che non si erano potuti evacuare e e le installazioni fino all'arrivo dei rinforzi. Mentre faceva rotta per Ceylon, l'ammiraglio Baker ripensava alla cocciutaggine del cancelliere dello scacchiere, che non aveva voluto rinforzare la "Gibilterra dell'est" con un consistente reparto del British Army.
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    Roma, Ministero degli esteri

    Il sottosegretario agli Esteri Achille Rava di Bruzolo fece accomodare nel suo ufficio gli ambasciatori austriaco ed ungherese. Lo scopo dell'incontro era di fare il punto sullo stato delle relazioni tra i due paesi e Roma, alla luce dei recenti sviluppi politici italiani. La conversazione fu assai distesa; gli ambasciatori comunicavano la soddisfazione dei loro governi per l'accorta e soprattutto moderata politica che il capo del governo stava conducendo negli affari interni dell'Italia e si dichiaravano entrambi disponibili a collaborare con roma per l'intensificarsi di proficue relazioni economiche. L'ambasciatore austriaco teneva a precisare, che se all'inizio del decennio vi erano stati forti timori in Austria di una deriva totalitaria e dittatoriale in Italia, gli sviluppi successivi, avevano rincuorato il governo austriaco e confermato le grandi doti di saggezza di tutta la classe dirigente italiana e dell'attuale capo del governo l'Eccellenza Mussolini.
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    La conversazione si spostava poi sulle vedute di Vienna e Budapest, riguardo ai recenti clamorosi sviluppi in estremo oriente. Era notizia di due giorni prima, che il governo olandese aveva messo in allarme le sue truppe coloniali nelle Indie Orientali contro il presunto pericolo di insurrezioni. Unità della marina da guerra olandese, e sembrava anche un corpo d'armata dell'esercito metropolitano, erano stati mobilitati per eventuali operazioni militari contro un non meglio specificato "fronte di liberazione Indonesiano". Questo, in aggiunta all'aperta ribellione di un movimento indipendentista malese nei confronti dell'Inghilterra, portava la temperatura della situazione politica in estremo oriente a livelli di altissima tensione Gli ambasciatori chiedevano quale fosse il punto di vista italiano e se esistesero delle intenzioni o delle misure che il governo italiano intendesse prendere nei confronti di questa crisi.
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    Rava di Bruzolo rispondeva che l'Italia stava seguendo la situazione con vigile attenzione, visto che questa avrebbe potuto sfociare in un grave scacco per l'imperialismo delle vecchie potenze marittime e coloniali quali appunto l'Inghilterra e l'Olanda. Non escludeva, il sottosegretario agli esteri che qualche mossa per volgere eventualmente la crisi a suo favore, avrebbe potuto compierla il Giappone, che senza dubbio era uno dei sostenitori della fine, o quantomeno della limitazione della dominazione bianca in Aia Orientale. L'Italia, ricordava Rava ai suoi interlocutori, aveva da tempo rinunciato ad ogni espansione coloniale; dimostrazione di questo era stata la pacifica risoluzione di tutti i nodi politici e militari tra Italia e Impero etiopico, soluzione nella quale il governo italiano era stato di illuminazione per tutto il mondo in quanto ad esempio di equilibrio e responsabilità internazionale. Testimonianza ne era che persino l'Inghilterra aveva assunto la politica italiana come guida ed aveva concesso l'indipendenza all'India qualche mese prima. Certo, nessuno aveva previsto l'ondata di ritorno che sembrava manifestarsi adesso con la situazione in Malesia ed Indonesia, senza dubbio legata alla mossa inglese.
    Da ultimo si passava alla definizione di massima delle regolamentazioni commerciali specifiche tra Austria, Ungheria da una parte ed Italia dall'altra: dazi, contingentamenti, ostacoli tecnici e tutta la solita panoplia di normative di diritto internazionale civile e commerciale, che sarebbero state in seguito formalizzate nei dettagli dagli avvocati ed esperti dei tre paesi. Di particolare interesse per l'italia era il protocollo riguardante le forniture austriache di petrolio, in parte grezzo, in parte già raffinato, in cambio di forniture militari da definirsi in colloqui a livello di capi di stato maggiore.
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    Chungking, capitale e centro amministrativo del Kuomingtang

    Nel suo sfarzoso ed ampio ufficio, il capo della Cina nazionalista il Generale Ciang Kai Scek, aveva in corso un'animata discussione con i suoi consiglieri militari tedeschi, I generali Brumnich e Von Pittau. Questi rimproveravano al generalissimo di avere la mano troppo tenera con oppositori e membri riluttanti del suo governo, e insistevano sull'opportunità di un giro di vite nell'amministrazione del potere da parte del generale. Grandi sfide attendevano la Cina e le altre potenze asiatiche. Nei recenti imprevisti sviluppi, dove sembrava che l'Imperialismo europeo fosse per la prima volta messo in dubbio dalle popolazioni locali, se la Cina non avesse colto le nuove opportunità, queste sarebbero state colte dal Giappone, dalla Russia o magari addirittura dagli Stati Uniti, sempre pronti a volgere i movimenti di autodeterminazione a loro vantaggio, come avevano fatto in Europa smembrando l'impero austroungarico in un certo numero di "aborti politici ed etnici", che adesso toccava agli europei di dipanare.
    Partecipavano alla discussione la moglie del generale, che aveva una vasta influenza "a corte" ed il locale "signore della guerra" (la Cina era ancora mezza feudale) che comandava in città un'armata di locali di quasi 40.000 uomini. Ciang addiveniva sul fatto che occorresse battere sul tempo comunisti e Giapponesi nello sfruttamento dei frutti che stavano sbocciando in estremo oriente, ma che occorreva fare attenzione prima di varare drastiche riforme istituzionali in senso autoritario, dal momento che questo non avrebbe fatto che favorire Mao e i suoi leccapiedi, e provocato magari passaggi nelle file dei comunisti di parti del suo esercito e della sua amministrazione. Tuttavia, il generalissimo si impegnava a cercare di stringere la presa su i suoi apparati, con l'obiettivo, condiviso in pieno dai Tedeschi, di rendere più reattiva e dinamica la politica cinese.

    Bacino di carenaggio n° 5 Arsenale militare di Genova

    Gli operai lavoravano a pieno ritmo sulla corazzata Andrea Doria, per accelerarne i lavori di ammodernamento. Era stata completata la sostituzione dei cannoni della torre di prora e si lavorava alacremente sull'incremento della corazzatura orizzontale contro le bombe eventualmente lanciate da aerei. Il Capo ingegnere che seguiva i lavori si stava vantando con l'ispettore della marina, che la sua ditta avrebbe trasformato la vetusta corazzata in un'unità in grado di rivaleggiare con le migliori navi inglesi di pari classe.
    "Sarà veloce, ammiraglio,...veloce bene armata e meglio corazzata...abbiamo dovuto fare dei compromessi con il raggio d'azione, ma garantisco alla Regia Marina un'eccellente unità per l'azione nel Mediterraneo...è quello che vi serviva no"?
    Il contrammiraglio dell'ispettorato armi ed equipaggiamenti si limitò ad un sorriso ed a un saluto. Mentre si dirigeva verso l'autista che gli teneva aperta la porta della sua Lancia di rappresentanza, buttò l'occhio al lontano bacino 11, dove la Caio Duilio era parcheggiata in attesa di iniziare anche lei lavori analoghi. Poi, mentre prendeva posto sul sedile posteriore della sua "ammiraglia" ripensava ai rapporti del servizio di informazioni navali che aveva trovato in copia sulla scrivania appena arrivato in ufficio: "confermata notizia Francia varato scafo incrociatore pesante Georges Leygues. Inizio lavori armamento, sovrastrutture ed impiantistica, mesi 3".
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    continua...
     
    Last edited: Feb 15, 2014
  6. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Maggio 1936 Ginevra

    I delegati dei membri del consiglio permanente della società delle nazioni, si intrattenevano l'un l'altro nei lussuosi bar dell'edificio. Non si trattava di un giorno qualunque, e burocrati e membri dello staff del consiglio permanente erano in fermento. Il delegato sovietico si intratteneva piacevolmente con il Ministro degli esteri Italiano, il Conte Galeazzo Ciano. Mentre il sottosegretario agli esteri Belga, insieme alla delegazione Cecoslovacca prendevano l'aperitivo in compagnia del ministro degli esteri francese Jean Luc Poncet, molto noto negli ambienti ginevrini. Improvvisamente negli illuminatissimi locali del Palais des Nations, si sentì il soffuso trillo di una campanella, e tutti i delegati si avviarono nella sala dell'assemblea, presero posto ordinatamente e si prepararono per l'inizio dei lavori.
    Prese la parola il presidente dell'assemblea Edvard Bènes, quasi alla fine del suo mandato, e si rivolse ai delegati in francese:
    "Colleghi delegati, siamo qui oggi per esaminare la richiesta dell'Italia di un'espansione dei suoi diritti di credito nei confronti della comunità internazionale. La richiesta, debitamente formulata 6 mesi or sono, ha maturato la sua data di discussione; la sottopongo quindi oggi all'approvazione formale da parte dell'assemblea generale della società delle nazioni. Come impone il regolamento, lascio la parola al delegato del paese in oggetto della richiesta, per il suo intervento pre-votazione".
    Il sottosegretario Rava di Bruzolo, lasciava i banchi della delegazione italiana, dopo aver ricevuto le ultime raccomandazioni da Ciano, e si avviava al podio degli oratori. Poi, nel suo Inglese fluente, anche se accentato, dopo aver atteso che il brusio terminasse aggiustandosi i gemelli della camicia, iniziava il suo discorso.
    "Onorevoli delegati e colleghi..."
    "...questi sono quindi i motivi che hanno spinto l'Italia, nazione in prima fila nella difesa dei valori e dello spirito della Società delle Nazioni, ad intraprendere questo passo. Dopo aver dato l'esempio per prima, per un nuovo modello di sviluppo economico basato non già sulla dominazione coloniale e lo sfruttamento di intere popolazioni ignare di quanto accade sopra le loro teste, l'Italia chiede oggi di potere dare stimolo ad un modello diverso, basato su volontarie e reciprocamente vantaggiose relazioni tra paesi, su un piano di parità morale e giuridica. Chiedo quindi all'assemblea di voler assecondare questo nobile intento del mio paese attraverso l'espansione del credito, necessaria per avviare questo nuovo paradigma di ordine internazionale di cui l'Italia si impegna a posare la prima pietra".
    Dopo gli applausi di rito e di circostanza, Bènes si accinse a raccogliere i voti dei delegati con diritto di voto, per darne pubblico annuncio alla comunità internazionale riunita. Solennemente il capo dell'assemblea sciorinava l'esito delle consultazioni:
    "L'onorevole delegato dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche vota a favore".
    "L'Onorevole delegato della Repubblica Francese vota a favore".
    "L'Onorevole delegato della Repubblica Cecoslovacca vota a favore".
    "L'Onorevole delegato del Regno del Belgio vota a favore".
    "L'Onorevole delegato del Regno d'Italia si astiene"
    Brusio all'interno dell'aula per l'elegante e ben calcolata astensione dell'Italia
    "L'onorevole delegato del Regno Unito..." Benès fece una pausa come per controllare meglio il biglietto..."L'onorevole delegato del Regno Unito...vota contro".
    Boato di sorpresa mista ad indignazione all'interno dell'aula. Il conte Ciano, allibito, si voltava verso i banchi della delegazione britannica, come per sincerarsi che fossero quelli abituali e non dei marziani venuti dallo spazio. Erano girate voci sempre più insistenti che l'Inghilterra avrebbe votato contro la mozione, ma nessuno ci aveva veramente creduto. Sarebbe stato un affronto enorme andare contro la volontà praticamente unanime dell'assemblea, e per di più contro uno dei membri permanenti del consiglio; uno di quelli che aveva compiuto sforzi concreti perché la lega si affermasse come un'istituzione utile e funzionante.
    Nessuno osò protestare apertamente contro il voto della maggiore potenza del consiglio permanente ma, ostentatamente, la delegazione italiana, nel lasciare l'aula, passò davanti a quella inglese senza degnarla nemmeno di uno sguardo.
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    Votano Belgio e Cecoslovacchia, in quanto minori controllati

    Bruxelles 22 Maggio
    Il caposezione del servizio segreto britannico nella capitale belga, faceva anticamera presso Whitehall a Londra dove stava per ricevere una solenne strigliata, non solo perché non era riuscito a portare a termine l'operazione per destabilizzare il governo di sinistra belga; ma anche perché nella sua incuria, ci mancò poco che l'intera operazione venisse compromessa, a causa di una fuga di notizie, proveniente da ambienti dell'esercito belga. Quasi un anno di operazioni per finanziare a dovere l'ala più librale dell'opposizione, appoggiata per la verità anche da alcuni elementi radicali, conservatori di destra.
    Un lavoro di mesi, buttato via dalla sbadataggine del SIS nello scegliere con cura i propri agenti in loco.
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    Maggio 1936 isola di S.Elena
    Un enorme convoglio era in rifornimento di carburante e viveri per proseguire la sua crociera intorno all'Africa; destinazione la penisola malese, dove gli Inglesi stavano avendo soverchie difficoltà a tenere a bada la ribellione. Il primo ministro Baldwin aveva assolutamente autorizzato la spedizione di rinforzi verso la colonia in tumulto. Il cancelliere dello scacchiere aveva assegnato a questa spedizione due divisioni di fanteria, riunite nel III corpo d'armata, la cui missione era di soffocare la ribellione prima che potesse avere successo, o peggio espandersi ad altri possedimenti della corona.
    Il convoglio AF-200 era quindi stato formato in tutta fretta per caricare tutti gli uomini e gli equipaggiamenti del corpo d'armata destinato all'estremo oriente. Tempo stimato di arrivo 5 settimane. Si sperava che fosse sufficiente.
    Vi erano poi stati contatti ad alto livello con i dirigenti militari e civili olandesi che avevano gli stessi problemi nelle indie orientali; ed era stato stabilito che l'incrociatore leggero "Tomp", la più recente unità navale della reale marina olandese, si unisse al convoglio per fornirne la scorta. Non che si temesse nulla per quanto riguardava le rotte marittime intorno all'Africa, ma occorreva dare un paravento di giustificazione al fatto che all'unità olandese fosse stato concesso il necessario appoggio logistico per la lunga traversata.
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    Maggio 1936 Penisola malese
    Il movimento di liberazione stava ottenendo discreti successi grazie alla enorme debolezza della guarnigione britannica della marina in Malesia. La quadra navale, non potendo fare nulla contro la guerriglia nelle giungle e sulle montagne malesi, attendeva a Ceylon l'arrivo dei rinforzi del British Army, per poter appoggiarne le operazioni. Si era tentato un progetto di modifica degli aerei imbarcati sulla portaerei "Glorius" allo scopo di renderli adatti al contrasto di truppe terrestri. Ma i Nimrod imbarcati erano vetusti biplani, usati per il pattugliamento marittimo e per l'attacco silurante, e non si riuscì a modificarne i sistemi d'arma. Se ci si fosse riusciti, si poteva per lo meno pensare di rallentare, se non di fermare completamente le forze ribelli in movimento per Kuala Lumpur, dove progettavano, una volta arrivati di annunciare l'indipendenza della colonia.
    Più pruriginosa era la situazione dei partigiani indonesiani; sfortunatamente per loro, le forze territoriali olandesi erano numerose, e solo alcuni dei reparti indigeni erano passati con i ribelli. Di conseguenza, le forze governative si trovavano in posizione ideale per sbarrare il passo ai ribelli verso la capitale. Il corpo dei territoriali olandesi, presidiava fermamente lo stretto di Betong che guardava direttamente Batavia. Per il momento quindi il movimento insurrezionale doveva accontentarsi di cercare di fare nuovi proseliti sulle montagne dell'isola di Sumatra.
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    continua...


     
    Last edited: Feb 16, 2014
  7. rob.bragg

    rob.bragg

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    scusa, ma desidererei alcune precisazione relative al tuo prologo.

    Parli del gennaio 1936, dopo un immaginario incontro tra il Fuhrer e Mussolini in Germania (che io sappia, dopo il primo, quello disastroso del 1934 a Venezia, ci fu, in Germania, quello del settembre 1937) ...

    e poi, riferendoti alla situazione politica italiana (immagino della stessa epoca) parli di problemi di governabilità di un parlamento Regio con opposizioni che mettevano il bastone tra le ruote, con minoranze di popolari, social-democratici e socialisti ... ???

    Ma, storicamente, la XXIX Legislatura del Regno, inaugurata il 28 aprile 1934 e durata fino al 2 marzo 1939 fu caratterizzata dall'elezione di un parlamento di 400 deputati scelti in una lista di 1.000 tutti espressi dal PNF ...

    Fonte : Atti Ufficiali - Archivi della Camera dei Deputati.

    VOTI -VALIDAMENTE ESPRESSI - VOTI FAVOREVOLI E VOTI CONTRARI. - Dei 10.060.426 voti espressi dagli elettori che presero parte alle ultime elezioni, ne furono ritenuti validi 10.059.090 e ne furono dichiarati nulli 1.336. La votazione aveva carattere plebiscitario, dovendo l'elettore rispondere sì o no al quesito: << Approvate voi la lista dei Deputati designati dal Gran Consiglio N azionale del Fascismo? >> Degli anzidetti 10.059 .. 090 voti validamente espressi, 10.043.875 furono per il sì, vale a dire risultarono favorevoli alla lista proposta dal Gran Consiglio del Fascismo e soltanto 15.215 furono per il no.

    Quindi non capisco a cosa tu ti riferisca ...

    La stessa cosa vale per la frase successiva :

    <<Il prezzo che il primo ministro aveva dovuto pagare alla monarchia ed all'alta borghesia per l'incarico di governo due anni prima, ... >>

    due anni prima del 1936 ???

    grazie
     
    Last edited: Feb 17, 2014
  8. alberto90

    alberto90

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    Spero Luigi non se la prenda se intervengo .... Io credo che questo AAR non segua strettamente la realtà delle cose che si sono svolte .... tanto è vero che in Indonesia non vi furono ribellioni agli inglesi sino all' avvento della guerra .... Credo sia una sorta di rielaborazione fantastorica. Nessun aar segue realmente e veramente ciò che è successo.
     
  9. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Sottoscrivo in pieno il commento di Alberto. Questa è una partita di days of decision espansione all'indietro di World in Flames.
    Uso le regole opzionali, tra cui una permette alle potenze in gioco flessibilità politica interna ed internazionale.
    L'Italia si trova attualmente in una situazione di:
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    Monarchia Paternalista.

    Il punto è di prendere l'italia nel 1936, e vedere se politicamente, economicamente e militarmente si può fare meglio.
     
    Last edited: Feb 17, 2014
  10. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Luglio 1936

    Sofia Bulgaria
    Grande successo alle elezioni amministrative nella capitale per il partito liberale. Il Suo leader annuncia che il prossimo obiettivo è quello di riorganizzare tutte le forze amanti della democrazia e di ristabilire legittime elezioni nel paese, con l'obiettivo finale di instaurare un regime di libero mercato, che possa favorire lo sviluppo economico della Bulgaria.
    ScreenHunter_17 Feb. 18 18.01.gif
    Base Aeronavale di Tricomalee Ceylon
    Tripudio per l'arrivo del convoglio inglese trasportante il III corpo di fanteria di Sua Maestà destinato a spazzare la ribellione dalla Malesia. Unico problema; i ribelli (Sandokan e compagni), hanno sopraffatto la locale guarnigione a Kuala Lumpur e hanno dichiarato l'indipendenza del paese, che rischia adesso (si deve votare alla società delle Nazioni) di diventare un neutrale minore.

    Batavia Indie Orientali Olandesi
    Qualche giorno prima dell'arrivo degli Inglesi a Ceylon, l'incrociatore leggero olandese Tromp giunge nella capitale della colonia. Adesso le forze olandesi sono pronte a dare battaglia ai ribelli.

    Ginevra Ferragosto 1936
    Convocata d'urgenza una seduta straordinaria sulla crisi in estremo oriente. Le potenze permanenti dell'assemblea più l'Austria membro non permanente a rotazione sono chiamate a votare sul riconoscimento ufficiale della Malesia come stato indipendente. Clima torrido, sia nella politica che nella meteorologia; la votazione si preannuncia incerta, ma il timore diffuso è che la mozione possa passare, essendo l'Austria un minore controllato dall'Italia, e l'Italia, come si sa ha il dente avvelenato contro le potenze coloniali, ed in particolare contro l'Inghilterra che le ha votato contro nell'ultima consultazione per l'estensione dei crediti. La votazione è infatti in bilico fino all'ultimo. Votano a favore il riconoscimento internazionale del nuovo possibile stato Italia, Austria e Cina. Scontati i voti di Inghilterra e Francia contrari alla mozione. A questo punto, il primo ministro inglese, presente ai lavori, già si immagina di dover dichiarare guerra alla Malesia, per riportare sotto l'Union Jack la strategica base navale di Singapore, quando la sorpresa arriva come un fulmine a ciel sereno: il voto contrario alla mozione dell'Unione Sovietica.
    Gli storici si arrovelleranno per anni su questa storica decisione della madre del comunismo e delle masse oppresse, ma Stalin con tutta probabilità, non ha voluto rischiare il potenziale caos che sarebbe potuto venire dalle complicazioni derivanti da un attacco inglese ad un paese sovrano in estremo oriente; complicazioni targate magari Giappone o Cina, o peggio, Stati Uniti.
    In quanto al Giappone, probabilmente i dirigenti nipponici si stanno adesso mangiando le mani per essere a suo tempo usciti dalla società delle nazioni.

    Nel Prossimo turno, le operazioni inglesi saranno quindi rivolte a schiacciare una rivoluzione e non a fare la guerra ad un paese sovrano.

    In Italia, il primo ministro osserva con interesse l'evolversi della situazione internazionale. obiettivo: sviluppo economico tramite accordi commerciali con i neutrali (in questo turno l'Italia ha attivato l'opzione credit card per aumentare gli introiti da interesse finanziario). Continua lo sviluppo della Regia Marina con il varo del'incrociatore pesante Garibaldi, che inizia adesso i lavori di armamento e di sovrastruttura ed impiantistica. Entrata prevista in squadra dell'incrociatore: maggio giugno 1937.
    ScreenHunter_18 Feb. 18 18.24.gif

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  11. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Settembre 1936 Tokyo

    Il corpo senza vita del primo ministro Hiroshi Saito giaceva sul letto della suite del migliore albergo della città; probabile avvelenamento da cianuro era stato il responso del medico legale. Erano in corso le ricerche delle ultime 5 amanti ufficiali e semi ufficiali dell' ex capo del governo. Saito era stato esponente oltranzista,favorevole ad una politica aggressiva da parte dell'impero nipponico. Entro il mese, con gran disagio della casta militare, a Saito era succeduto il ben più moderato Tadashi Yorokhima, un liberale della vecchia ora favorevole al commercio ed al libero scambio con le potenze occidentali e con la Cina. Negli ambienti bene informati della diplomazia asiatica si vociferava che l'assassinio fosse stato organizzato dell'OSS americano.

    Berlino Ottobre 1936

    "Solo Cina e Italia hanno votato a favore mio Fhurer".
    Furente, il ministro degli esteri Von Ribbentropp comunicava al cancelliere tedesco che la richiesta della Germania di essere ammessa al consiglio permanente della lega delle nazioni era stata respinta dalle maggiori potenze; Francia, Inghilterra ed Unione Sovietica.

    "Hanno paura"...era stata la risposta di Hitler..."Questi miserabili codardi hanno paura che noi si entri nel meccanismo decisionale della lega. Da questo momento, le decisioni che dovremo prendere, le prenderemo da soli e per il nostro esclusivo interesse. Bolscevichi e democrazie hanno perso l'ultima occasione. A partire da adesso, dovremo ragionare in un altro modo per regolare le questioni pendenti. La lega,senza di noi, è un organismo monco, e noi lo dimostreremo".

    Ribbentropp si fregò la mascella per qualche secondo prima di proseguire.
    "Gli inglesi hanno anche proposto una bozza di trattato per la limitazione degli armamenti navali, come segno di buona volontà da parte della Gran Bretagna; un accordo vuoto e senza senso al quale solamente i Francesi hanno aderito, ma nessun altro; nemmeno gli Stati Uniti.

    "Non mi stupisce" ribatteva il Fhurer"...facile per gli Inglesi proporre la conservazione dello status quo in un campo in cui sono già superiori. Nessuno li seguirà. Anzi, sono sorpreso che i Francesi abbiano aderito ad un tale accordo truffa".

    Singapore, ottobre 1936
    Lo sbarco della fanteria inglese, non fu un vero e proprio sbarco. I ribelli indipendentisti avevano abbandonato la fortezza alcuni giorni prima per andare a rifugiarsi sulle montagne dell'interno. Nonostante ciò, il III corpo d'armata di Sua Maestà, formato nella sua totalità da truppe inglesi, li avevano inseguiti, rastrellati e annientati tra le alture che circondavano la capitale della Malesia.

    Più difficoltose si rivelavano le operazioni degli olandesi contro il locale movimento partigiano. Il corpo delle truppe coloniali si avviava attraverso lo stretto che separava l'isola di Java e quella si Sumatra, ma la marcia era lunga e faticosa alla volta delle montagne ricoperte di vegetazione vergine che caratterizzavano la morfologia dell'isola. Sarebbe stata una campagna più lunga e difficile di quella condotta dagli Inglesi. L'avanzata dei governativi era seguita lungo la costa dall'incrociatore Tromp, pronto ad intervenire in caso di bisogno con le sue artiglierie in appoggio alle truppe terrestri.

    Livorno ottobre 1936
    Le maestranze dei cantieri navali per le unità di stazza media lavoravano a pieno ritmo per la realizzazione delle sovrastrutture e dell'armamento degli incrociatori pesanti Abruzzi e Garibaldi, in prosecuzione dell'incessante sforzo di mettere la flotta italiana su di un piano di parità con le marine più potenti. Queste due ultime realizzazioni a favore della Regia, insieme con il completamento degli scafi delle corazzate Littorio e Vittorio Veneto, dovevano segnare l'apice del potenziamento delle unità di superficie di grossa stazza. Dopo il completamento di queste unità i progetti dell'ammiraglio Panzulli riguardavano sommergibili, naviglio sottile e portaerei, mentre lo stato maggiore della Marina aveva allo studio la creazione e composizione di un'aviazione navale. Era allo studio un prototipo predisposto dalla ditta Reggiane per la realizzazione di un velivolo imbarcato da assegnare alla Marina.

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  12. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Milano; ultimi giorni del 1936

    Lo scorcio finale del 1936 registra il sostanziale fallimento delle politiche economiche del governo Mussolini. Il tentativo del partito fascista di instaurare un'economia "sociale ma non socialista", come il capo del governo stesso amava definirla, fallisce di fronte all'opposizione della corrente liberista, che a sua volta esaspera le masse e ingenera una serie di violenti disordini in tutta Italia. Il governo Mussolini vacilla sotto queste enormi sollecitazioni politiche, e mantiene a stento le redini del paese, facendo nuove concessioni al partito socialista guidato da Marco Goretti, suo leader storico. Il partito comunista, ancora considerato fuorilegge, aumenta giorno dopo giorno i sui iscritti clandestini.
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    I continui disordini ed il caos politico che sta attraversando la penisola spaventano Austria e Ungheria, che finiscono per accettare sempre più investimenti stranieri dalla Germania che da più garanzie di stabilità politica ed economica.

    Buenos Aires Dicembre 1936

    Dopo un interminabile lavoro diplomatico, condotto in segreto e durato per quasi otto mesi, L'Argentina rende noto di aver concluso una formale alleanza con il Giappone. Questo vero e proprio terremoto politico annulla praticamente in un solo colpo tutti i progressi diplomatici che Giappone e Stati Uniti avevano registrato fino a quel momento. Gli Stati Uniti protestano veementemente contro questa palese violazione della dottrina Monroe e si riservano di prendere provvedimenti in proposito. L'agenzia di stampa inglese "Redwing" definisce questa alleanza un gigantesco fiammifero acceso vicino ad un barile di benzina. Il primo ministro Giapponese Yorochima, in un' intervista ad un quotidiano di rilevanza nazionale ha rivendicato il diritto del Giappone di condurre la propria politica estera in condizioni di parità con gli altri stati.

    Parigi Novembre 1936
    Violenti disordini a Parigi, per la modifica costituzionale che tenta di introdurre uno sbarramento all'entrata dei piccoli partiti in parlamento. Il partito di estrema destra "Front Nationale" dà voce ad un sempre più consistente strato dell'opinione pubblica francese che non ne può più di anni di inefficienza, corruzione e malgoverno da parte dei governi francesi che si sono succeduti al potere. Il fronte nazionale rivendica per la Francia il ruolo internazionale di primo piano che le spetta, una riforma delle forze armate che la renda la più grande potenza mondiale, e le necessarie riforme economiche che possano assicurare alla Francia di poter competere con l'industria straniera. Gli Stati Uniti, ma anche l'Inghilterra manifestano preoccupazione per questo clima di incertezza in Francia e auspicano che la tenuta democratica del paese non venga in nessun caso, meno.

    Oslo Dicembre 1936

    In un altro colpo spettacolare, colpo rivolto contro le democrazie occidentali, il ministro degli interni ombra del governo norvegese Vidkun Quisling, con la connivenza di alcuni alti ufficiali dell'esercito, organizza un colpo di stato, si dice, fortemente finanziato ed appoggiato dalla Germania, e rovescia il governo legittimo. In poche ore i rivoltosi si impadroniscono delle installazioni vitali nella capitale e nel resto del paese, ed instaurano una dittatura militare, politicamente affine alla Germania Nazista (vedasi foto precedentemente allegata). Il nuovo capo dello stato, fortemente appoggiato dalle frange oltranziste delle forze armate, proclama l'inizio di una nuova era per la Norvegia, ed auspica un'unione fraterna di tutti i popoli nordici contro la corruzione e la decadenza delle razze inferiori oramai al capolinea della loro epoca storica (vedi asterisco a fondo post).

    Isola di Sumatra, Indie olandesi

    La velocità dei ribelli in dileguamento è superiore a quella delle truppe coloniali olandesi all'inseguimento e per il momento non si verificano scontri decisivi tra i partigiani locali e i governativi. Il Governo olandese, nondimeno, ha dichiarato che la campagna proseguirà fino alla resa dell'ultimo fuorilegge presente nei possedimenti reali e che non sarà permesso a nessuna forza del caos di sovvertire la pacifica esistenza della colonia e la sua ordinata vita politica e produttiva.

    Su di un'altra penisola, quella della Malesia, gli Inglesi stanno ultimando il rastrellamento dei rivoltosi che avevano terrorizzato per più di un mese la popolazione locale con le loro scorribande. Si sta preparando la sostituzione del III corpo d'armata britannico con una divisione di fanteria proveniente probabilmente da Gibilterra. Il nuovo cancelliere dello scacchiere, mette in guardia dal ripetere l'errore di lasciare la perla d'oriente (Singapore) di nuovo con forze insufficienti per garantire la sua difesa.

    * (asterisco a fondo post)
    vista l'epoca storico politica a cui questo AAR si riferisce, compariranno (sempre parafrasando le parole miei vari personaggi reali o immaginari) riferimenti a problemi razziali o religiosi che erano caratteristici dell'epoca a cui questa partita si riferisce. Vorrei precisare che qualunque opinione espressa in questo AAR, non ha nulla a che vedere con alcuna visione politica di chi lo scrive, ma riflette solo, per esigenza di narrazione, le opinioni dei suddetti personaggi storici, reali o immaginari, che si alterneranno sul palcoscenico. Naturalmente, per dovere di decenza, terrò il linguaggio dei miei personaggi sempre a guinzaglio cortissimo, in maniera da limitare ogni possibilità di offesa alla sensibilità di qualsivoglia lettore di questo AAR.
    Prego i moderatori e gli administrators del sito di avvertirmi tempestivamente se, nonostante le precauzioni suddette, qualcuno senta che sia necessario eliminare qualunque riferimento a questioni razziali o religiose. Adempierò prontamente a qualunque richiesta in tal senso.
     
    Last edited: Feb 25, 2014
  13. Luigi Varriale

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    Berlino gennaio 1937

    L'ammiraglio Canaris aveva un diavolo per capello. Stava strizzando i suoi subordinati come stracci per non essere riusciti a sventare un'operazione del servizio segreto britannico per paralizzare il ministero degli esteri di Ribbentrop. Il risultato era stato che per questo turno la Germania non era riuscita a compiere nessuna operazione di politica estera, essendo il ministero occupato a cercare le talpe piantate dagli Inglesi nella sua burocrazia.

    Tokyo gennaio 1937
    Dopo una serie di sedute preparatorie del comitato esecutivo, il governatore della banca centrale giapponese si decideva per una ulteriore manovra espansiva della valuta nazionale. Le discussioni preliminari erano state non prive di momenti tesi, dal momento che la fazione più moderata del comitato sosteneva che la manovra era contraria allo spirito del Gold Standard e che il Giappone avrebbe patito conseguenze negative se qualcuno avesse sospettato qualcosa; una richiesta di conversione in oro sarebbe stata assai negativa per il prestigio del paese e per la sua stessa stabilità economica. I favorevoli alla manovra avevano la meglio adducendo che la situazione economica del paese era già in bilico, perlomeno fino a quando fosse dipesa dalle forniture estere di materie prime. Le industrie nazionali andavano protette tramite una manovra dissimulata di inflazione della moneta, e così il Giappone avrebbe fatto.

    Sempre in campo economico, altre lacrime provenivano da Roma, dal momento che l'Italia aveva la bilancia dei pagamenti in passivo deciso per l'anno contabile 1936 ed al saldo delle partite monetarie, aveva dovuto dissanguare le casse di valuta pregiata per effettuare tutte le compensazioni. Mussolini, già alle strette con la situazione economica disagevole del paese, e con i comunisti che organizzavano manifestazioni che polizia ed esercito avevano sempre più difficoltà a contrastare senza ricorrere ai metodi di Bava Beccaris, rischiava il tracollo del suo governo. Come misure immediate, il primo ministro bloccava tutti i programmi di spesa militare che erano già stati approvati per il primo semestre 1937. Tra le aziende più colpite da questa mannaia la SIAI e la CAPRONI, che perdevano entrambe una commessa per valutare un prototipo di bombardiere medio per l'aeronautica.

    Zanzibar Febbraio 1937


    Grandi feste e celebrazioni in onore del Re in Tanganyka per l'arrivo nell'isola di Zanzibar della portaerei Eagle, di ritorno dal suo turno di rotazione a Singapore, dopo la fine delle operazioni di contenimento della rivolta malese. L'unità britannica era accompagnata per l'occasione dal modernissimo incrociatore leggero Tromp della reale marina olandese, anch'esso di ritorno dal suo ciclo operativo nelle Indie Orientali, dove l'esercito aveva a sua volta domato una sollevazione contro il governo.

    Washington DC febbraio 1937

    Il Presidente degli Stati Uniti e i principali capi militari si scervellavano su cosa fare nel caso in cui il Giappone avesse intrapreso operazioni militari in Atlantico meridionale, sfruttando eventuali basi navali messe a disposizione dall'Argentina; ma secondo l'opinione prevalente del servizio di informazioni navali, solamente un pugno di vascelli della marina imperiale giapponese avrebbero avuto l'autonomia necessaria per operare dalla base avanzata di Truk fin'oltre Capo Horn. D'altro canto, solamente una nave della Marina Americana era all'epoca in grado di operare continuativamente, nelle acque del Rio della Plata se fosse diventato necessario condurre operazioni offensive contro l'Argentina, opzione che il Presidente non escludeva neanche un po'.
    Il presidente dava quindi ordine di cominciare a studiare un' opzione per rifornire la flotta in mare, opzione che sempre il servizio informazioni dava come allo studio già da qualche anno all'interno dell'intellighenzia della marina giapponese.

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  14. Luigi Varriale

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    scusatemi per il rallentamento delle operazioni. Mia moglie mi ha chiesto di insegnarle a giocare a CIV 5, cosa che mi ha portato via parecchio tempo.
     
  15. Luigi Varriale

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    marzo aprile 1937

    Rihad
    L'Arabia Saudita e l'Italia concludono un patto di garanzia dove Roma si impegna a difendere il paese arabo da qualunque aggressione proveniente dall'esterno.
    La marina dice che è una follia dal momento che in caso di guai l'Arabia Saudita non sarebbe direttamente accessibile per una difesa militare, senza la benevolenza dell'Inghilterra. Mussolini è molto seccato e va dicendo che la mossa rappresenta più che altro un deterrente politico. "E poi a chi diavolo verrebbe in mente di attaccare l'Arabia Saudita? Dobbiamo assicurarci, per gradi, una qualche fonte di approvvigionamento petrolifero".

    L'ammiraglio Panzulli ricorda al duce che comunque tali approvvigionamenti di greggio dovrebbero comunque passare da Suez, ancora una volta CON la benevolenza dell'Inghilterra. Mussolini freddo, risponde che non ha intenzione alcuna di irritare l'Inghilterra, anche se ammette che i rapporti tra i due paesi non sono proprio idilliaci.

    La mossa peraltro provoca una malcelata protesta da parte dell'Iraq che di potenze europee coinvolte nella regione ne vede già troppe e l'aggiungersi dell'Italia non provoca certo felicità.

    Mussolini, ascolta tutti e poi ordina che venga costituita un'"unità di pronto intervento" ad hoc per l'eventuale scacchiere mediorientale. Da pure ordine che della cosa vengano messi a conoscenza gli addetti militari delle principali potenze straniere.

    In tutta fretta, viene dato ordine al corpo meccanizzato di milano di trasferirsi a Napoli, sede delle forze navali logistiche della flotta (TRS) e che una flottiglia di sottomarini si trasferisca pure a Napoli da La Spezia.

    ScreenHunter_04 Mar. 10 19.44.gif

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  16. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    200 Miglia a nord delle Isole Hawaii Incrociatore leggero Kiru della marina imperiale giapponese
    13 Maggio 1937; 22:00 ora locale

    Il primo ufficiale si affrettava su per le scalette interne che portavano al ponte di comando. In sala trasmissioni aveva appena ricevuto un messaggio urgente dal quartier generale della marina imperiale di Ominato. Il messaggio andava decifrato tramite i codici segreti in possesso dell'ammiraglio al comando della divisione leggera vento dell'est, formata dal Kiru e dal Kitakami, in navigazione 200 miglia a nord della base navale americana di Honolulu.

    I due ufficiali più il comandante del Kiru si chiudevano nell'alloggio dell'ammiraglio per decodificare gli ordini il messaggio:

    "Priorità Viola messaggio da quartier generale marina stop a partire da 00:00 14 maggio cominciare ostilità contro marina americana stop missione divisione vento est attaccare convogli americani in rientro stati uniti dal giappone stop chiude"

    Il comandante di divisione incrociava lo sguardo con il capitano del Kiru:
    "E la guerra !"


    Washington DC Maggio 1937 Ministero della Guerra

    L'ammiraglio Douglas Spencer, comandante in capo degli stati maggiori riuniti delle forze armate americane era a colloquio con i suoi subordinati ed era di pessimo umore. Ancora una volta il Presidente lo aveva messo di fronte al fatto compiuto, pensando che le forze armate americane fossero onnipotenti. In combutta con "quell'idiota" del segretario di stato avevano messo alle strette il governo argentino: denunciare l'alleanza con il Giappone o gli Stati Uniti ne avrebbero tratto le debite conclusioni e preso i debiti provvedimenti di natura militare. Scaduto l'ultimatum, e non avendo il governo argentino dato alcuna risposta, il Presidente aveva ordinato il blocco navale del sud atlantico, in forza della cosiddetta dottrina Monroe, per impedire che il petrolio argentino finisse in mano ai Giapponesi.

    Neanche tre ore dopo questo passo diplomatico, l'ambasciatore giapponese si presentava presso il segretario di stato per comunicare che il governo giapponese aveva il rammarico di dover informare quello americano, che il blocco navale di un paese neutrale è un atto di guerra e che il Giappone, in virtù del suo trattato di alleanza con l'Argentina, sarebbe stato obbligato ad intervenire in aiuto di quest'ultima qualora gli Stati Uniti avessero minacciato l'indipendenza e l'integrità di quel paese.

    L'ammiraglio Spencer vagliava le opzioni militari a disposizione degli Stati Uniti:
    "cosa mi dici Sean (Klotz comandante in capo della marina americana)...quali sono le possibilità di eseguire la nostra missione.

    Klotz, masticava con calma il bocchino della sua pipa spenta, e pensò per qualche secondo fissando il mogano lucido del tavolo da conferenza, mentre metteva in ordine tutte le sue idee.

    "La situazione è merdosa Doug...per effettuare un blocco delle coste argentine avremmo bisogno di qualche, o di almeno una base avanzata per le nostre barche...che so...Montevideo...o qualcosa del genere. L'estuario del Rio della Plata è ad un pianeta di distanza da Norfolk. Mark (Foiler comandante della flotta atlantica)ha 6 incrociatori che possono raggiungere l'estuario. In quanto a pattugliarlo con efficacia...nessuna garanzia. Delle corazzate nemmeno a parlarne; non hanno la necessaria autonomia. La Ranger (portaerei) potrebbe, al limite dell'autonomia giungere fin laggiù, ma la sua capacità operativa sarebbe così limitata che non so se ne vale la pena".

    "E le operazioni contro i Giapponesi"?

    "Ho già ordinato a Chester (Nimitz comandante della flotta del pacifico) di portare la sua roba a Pearl Harbour. Ci ha già portato la Ranger, le corazzate e due incrociatori da San Francisco. Da lì, l'idea è di tenere sottocchio quello che I Japs combinano nel pacifico per stabilire le loro comunicazioni con l'Argentina; anche per loro non è certo un compito facile; hanno migliaia e migliaia di miglia di oceano da coprire e devono doppiare l'Horn. Nimitz mi ha detto che ha lasciato cinque incrociatori a San Francisco, per vedere di agire direttamente sulle rotte australi che i giapponesi dovrebbero usare per il collegamento con l'Argentina. Gli incrociatori leggeri ed i sommergibili, non hanno nessuna speranza di agire così a lungo raggio; occorre utilizzare le due divisioni di incrociatori pesanti che abbiamo sulla costa ovest. Una buona base per operare contro i Giapponesi nel sud pacifico sarebbe quella polinesiana di Pago Pago. Ho ordinato a Nimitz di rimetterla in efficienza. Da lì, potremmo addirittura operare con sommergibili ed anche con l'aviazione non imbarcata.

    "Di cui al momento non disponiamo" interveniva il generale Peter Liebgott, capo supremo dell'aviazione dell'esercito.

    "Di cui al momento non disponiamo" concedeva Spencer.

    L'ammiraglio Spencer si rivolgeva quindi al Generale Gaiter comandante dell'Esercito:
    "In caso dovessimo sbarcare in Argentina"?

    "Ho disponibile una divisione di fanteria subito, ed un corpo d'armata in formazione con reclute che hanno appena cominciato l'addestramento. Secondo il mio stato maggiore, saranno pronte ai primi di settembre. Secondo i dati del servizio informazioni, con il loro corpo d'armata misto fanteria cavalleria, gli Gli Argentini ci sono al momento superiori in forze terrestri. Potrei richiamare il reggimento anticarro di stanza a S.Francisco, per fare numero, ma gli Argentini non hanno carri armati. Poi ho bisogno che la marina mi metta a disposizione almeno due navi da guerra per trasportare la mia roba fin laggiù e di tutto il supporto possibile per tentare uno sbarco con solo una divisione. Naturalmente, con tale entità di forze, non garantisco il successo".

    A fine riunione, l'ammiraglio Spencer gettò sul tavolo l'ultima bomba:
    "Dopo avere rinforzato le Hawaii, dobbiamo fare lo stesso con Wake, Midway e le Filippine. Se i Giapponesi decidono di allargare il conflitto al di là della questione Argentina, siamo in un oceano pacifico di merda".

    Pacifico Centrale, maggio 1937

    Il capitano Summers comandante dell'Ocean Star, una petroliera americana che tornava da Tokio dove aveva appena scaricato, era a pranzo con i suoi ufficiali, quando la guardia di dritta comunicava l'avvistamento di una nave da guerra a circa 15 miglia di distanza. Nello steso momento l'incrociatore leggero Kiru batteva i posti di combattimento e passava l'ordine al divisionario Kitakami. Il comandante ordinava avanti tutta e puntava la divisione decisamente contro la nave in vista...apparentemente una petroliera neppure tento piccola.

    A bordo dell'Ocean star, dove oramai tutto lo stato maggiore era accorso sul ponte, si avvistava una seconda nave da guerra, qualche minuto dopo l'avvistamento della prima, e si sperava con tutto il cuore che fossero americane. Due bordate 5-600 yarde a tribordo indicavano invece che erano giapponesi, e si avvicinavano a gran velocità. Il capitano americano dava l'ordine di fermare le macchine e di lanciare un segnale di soccorso, ma non appena il marconista iniziava la trasmissione, un'altro colpo di cannone si abbatteva questa volta a pochi metri dalla murata di dritta, ferendo con le schegge un paio di marinai. Questo poneva fine alla resistenza della petroliera, della quale, catturato l'equipaggio, veniva affondata con tre siluri.

    Mosca Maggio 1937
    Il ministro degli esteri sovietico Molotov poteva finalmente comunicare a Stalin che l'Unione Sovietica aveva raggiunto un accordo con la Cina per un trattato di non aggressione ed amicizia. I cinesi avevano rifiutato ogni clausola commerciale per il momento, ma il protocollo politico del trattato era pienamente operativo. Il Segretario generale aveva incoraggiato questa mossa il più possibile per dare una svolta sicura alla politica sovietica in Asia, dove le cose si complicavano. Eliminato il "pericolo giallo" sfruttando i comuni timori nei confronti del Giappone, questo trattato poteva senz'altro considerarsi come un successo diplomatico per la Russia.

    Berlino primi di giugno 1937
    Gli ambasciatori bulgaro e ungherese uscivano raggianti dall'ufficio di Ribbentrop. Avevano ottenuto l'appoggio ed il benestare tedesco alle loro pretese nei confronti della Romania. La scelta della Germania aveva gettato nella costernazione il governo Romeno, che già pensava a come trovare nuovi clienti per le proprie forniture di petrolio; non sarebbe stato difficile.

    Pacifico centrale giugno 1937
    Il Kiru ed il Kitakami si trovavano quasi alla fine della loro crociera operativa, durante la quale avevano affondato ben quattro navi mercantili americane, facenti parte degli ex convogli addetti al trattato commerciale tra USA e Giappone. I due incrociatori leggeri si preparavano quindi a far ritorno nelle acque nazionali, ma la loro missione riservava loro un'ultima sorpresa: venivano attaccati di sorpresa da due incrociatori pesanti americani, che si stavano trasferendo a Pearl Harbour da San Francisco, e prima che i due piccoli incrociatori giapponesi riuscissero a dileguarsi, il Kitakami incassava tre proiettili da 203 che lo mandavano a fondo in meno di 10 minuti. Era la vendetta americana per l'affondamento delle navi mercantili. Il Kiru riusciva a far perdere le proprie tracce coprendosi con cortine fumogene e sfruttando la sua velocità.

    Mar Australe, Pacifico del Sud giugno 1937
    Il Capitano Summers comandante dell'incrociatore americano Indianapolis era stufo ed arcistufo. Vagava in quei mari calmi ed afosi da oramai quasi due mesi e non aveva ancora trovato l'ombra di un bersaglio da attaccare. Il suo comandante di squadra gli aveva ordinato di trovare ed affondare qualunque cosa battesse bandiera giapponese o argentina e che galleggiasse a nord o a sud della Polinesia francese, ma di bersagli affondabili Summers non ne aveva avvistato nemmeno uno. L'Indianapolis ed il suo compare di divisione il Louisville, pattugliavano con limite nord le isole Pitcairn (la patria degli ammutinati del Bounty) e l'oceano antartico, con sbalzi di temperatura che avevano fatto già due morti e parecchi ammalati gravi, e fu un sollievo quando alla fine di giugno, la divisione ricevette l'ordine di ritornare alla base.

    continua...








     
  17. alberto90

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    Oh .... finalmente un pò di guerra .... devo essermi perso qualcosa però. Che centra l' Argentina di grazia?
     
  18. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Il Giappone ha stretto un'alleanza con l'Argentina come (sempre questione di petrolio) e gli USA si sono arrabbiati ed hanno deciso di riportare l'Argentina nei canoni della dottrina Monroe. I giapponesi non sono daccordo.
     
  19. alberto90

    alberto90

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    naturalmente ... XDD
     
  20. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    per mancanza di tempo a disposizione, questo thread viene per il momento sospeso. Rimarrà operativo invece quello sulla campagna in Africa settentrionale, a meno che una maggioranza mi indichi preferenza contraria.

    Pensavo di potercela fare a portarne avanti due, ma non ce la faccio.
     

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